Perugia e i suoi monumenti artistici

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Perugia
e i suoi monumenti artistici
Perugia ha origini antiche, fu sito di un insediamento umano a partire dal X secolo a.C. e in epoca etrusca, fu una delle 12 città che controllavano parte dell’ Italia Centrale. A quest’epoca risale l’impianto urbanistico originario che, insieme ai resti Perugia ha origini antiche, fu sito di un insediamento umano a partire dal X secolo a.C. delle mura e monumenti isolati, è la traccia più importante della città antica. Il periodo d’oro del Comune fu nel Medioevo e partì con la fondazione del Duomo nel X secolo. Dell’epoca rimangono le mura, le porte e uno dei primi acquedotti dell’Italia postromana. Dal ‘400, è Perugia fu controllata dallo Stato della Chiesa e perse l’autonomia. Nei secoli seguenti la città non mutò il suo volto, ma vennero edificati palazzi di stile barocco. Negli ultimi anni una serie di grandi restauri hanno cercato di conservare Perugia con l’aspetto e il fascino di una città moderna in un guscio medievale.
Fontana Maggiore:
Costruita tra il 1275 e il 1277 da Nicola Pisano
e dal figlio Giovanni, è sia una splendida creazione
architettonica, sia una complessa opera idraulica.
Nella fontana, senza dubbio la più importante del
Medioevo, furono fatte confluire le acque del nuovo
acquedotto proveniente da Monte Pacciano, grazie
all’intervento dell’ingegnere Boninsegna da Venezia.
Recentemente restaurata, la fontana ha una struttura
a tre piani: due vasche poligonali in marmo sovrapposte,
rispettivamente di 25 e 24 lati, e una terza vasca in
bronzo. Eccezionale la serie di bassorilievi: nella vasca
inferiore tre cicli consecutivi raffigurano episodi esemplari della storia dell’umanità, le arti liberali e i mesi dell’anno; in quella superiore troviamo invece ventiquattro sculture a tre quarti di tondo che ritraggono personaggi della Bibbia (David, Mosè, Salomone, Salomè), santi, figure mitologiche o allegorie significative per la storia della città, e anche il condottiero perugino Ermanno di Sassoferrato, Capitano del Popolo. Da un punto di vista statistico, nei bassorilievi della fontana confluiscono molteplici modelli (classici, bizantini, medievali), che rendono molto difficile
l’attribuzione dei singoli bassorilievi a uno o all’altro dei due artisti.
Le logge di Braccio Fortebraccio:
Mirabile esempio di architettura rinascimentale sono anche quello che rimane di un edificio del 1400 fatto erigere dal celebre condottiero e signore di Perugia Braccio Fortebracci da Montone. Il palazzo si apriva dove oggi sorge Via Maestà delle Volte
Duomo:
Situato a settentrione della piazza IV novembre,
l’edificio, la cui facciata dà sulla vicina piazza Danti, è
dedicato a San Lorenzo e venne iniziato nel 1345 per
poi esser terminato nel 1490. Sorge sul luogo di una
precedente basilica, fondata nel 969 dal vescovo
Ruggero; la prima pietra del nuovo edificio venne posata
nel 1345, ma i lavori veri e propri iniziarono solo nel
1437. Di certo, più interessante della facciata
Incompiuta, è il fianco sinistro, caratterizzato dal rivestimento in marmo rosso e bianco: su questo lato si trovano un portale gotico monumentale realizzato su
disegno di Galeazzi Alessi nel 1568; sopra il portale, in una nicchia, una croce ricorda “la guerra del sale”, combattuta dai perugini contro Paolo III Farnese. A sinistra del portale è posta la statua di bronzo di Giulio III, opera di Vincenzo Danti del 1555, che i perugini vollero per celebrare il papa che aveva restituito parte delle libertà comunali alla città; a destra invece un piccolo pulpito dei primi del Quattrocento, dal quale predicò negli anni tra il 1425 e il 1427 San Bernardino da Siena. Sempre sul lato sinistro del Duomo si trova anche una loggia con portici ad archi rivolto alla piazza, commissionata dal celebre condottiero di Montone Braccio Fortebraccio nel 1423.L’interno dell’edificio, spoglio e solenne, è abbastanza insolito nel contesto architettonico italiano, e rimanda alle grandi basiliche del Nord Europa, il cui stampo è però più vicino al gotico. L’ambiente si sviluppa a tre navate, di cui le laterali molto strette, con volte molto altee separate da una cornice dalla zona sottostante. Sulla sinistra,. Subito dopo l’entrata, si trova la Cappella di San Bernardino da Siena, che conserva una delle due opere di maggior pregio dell’edificio, la Deposizione dalla croce di Federico Barocci, del 1567-69, l’altra opera è uno dei capolavori di Luca Signorelli, la La Madonna in trono tra i Santi Battista, Onofrio, Lorenzo e il vescovo committente, realizzata nel 1484 e da poco riportata allo splendore originario. Recentemente restaurato è il coro con gli stalli intagliati da Giuliani da Maiano e da Domenico del Tasso mentre nel ricco altare barocco è custodito, all’interno di un tabernacolo di rame, argentato, un anello di onice venerato come quello con cui Maria fu sposata Giuseppe e che un frate di Magonza rubò alla cattedrale di Chiusi e portò a Perugia nel 1473. Le pareti sono ornate da famosi pittori umbri allievi di Perugino e la vetrata rotonda che sovrasta l’ingresso principale è opera di Ludovico Caselli e raffigura San Lorenzo, San Costanzo e San Ercolano.
Palazzo dei priori:
Edificato in forme gotiche tra il 1292 e il 1297 da Giacomo di Servadio e di Giovannello di Benvenuto, fu allargato tra il 1333 e il 1353 e ancora tra il 1429 e il 1443. La struttura a blocco di tipo fiorentino è coronata da un restauro nel sec XIX assieme a molte delle trifore, poste in due fitti ordini. Una scalinata a ventaglio, che sostituisce quella originale a due
rampe, sale al portale archiacuto e trilobo, sopra il quale due mensoloni
reggono un leone perugino e un grifo guelfo del sec XIII. L sala del
Collegio della Mercanzia è rivestita di legno intagliato della prima metà
dell’400, mentre la sala dei Notari al primo piano, che appartiene al più
antico nucleo romanici dell’edificio, è affrescata da Cavallini nel 1297.
Il palazzo è oggi sede della Galleria Nazionale dell’ Umbria.
Chiesa di San Severo:

Seguendo le stradine in salita del rione di Porta Sole si incontra la chiesa di San Severo, famosa per un ciclo di affreschi di cui Raffaello realizzò, fre il 1507 e il 1508, la parte superiore, dedicata alla Trinità. Fu Perugino a concludere l’opera nel 1521, aggiungendo le figure di santi nella parte inferiore.
Chiesa di Sant’Angelo:
Usciti dal rione di Porta Sole si imbocca
corso Garibaldi lungo il quale si sviluppa
il borgo Sant’Angelo. E’ qui che si
trovano i complessi monastici più
importanti della città. In fondo al percorso,
a ridosso delle mura e in posizione panoramica, si trova la chiesa a pianta circolare di Sant’Angelo, la più antica di Perugia(fine V sec.). Grazie ai restauri sono oggi visibili le strutture originali e il trecentesco portale gotico. L’interno è ricco di affreschi sempre del ‘300.
Piazza Italia e Via Baglioni:
Percorrendo corso Vannucci verso piazza della Repubblica si raggiunge piazza Italia. Allestita nel 1860 nel luogo dove sorgeva la Rocca Paolina (fortezza che per oltre tre secoli aveva rappresentato il potere papale sul Comune di Perugia), venne utilizzata come cornice agli edifici rappresentativi della ritrovata libertà. A fianco della piazza vi sono i giardini dedicati a Giosuè Carducci, dai quali parte la discesa verso la sotterranea Via Baglioni, dove si possono ammirare resti di torri, mura d’epoca etrusca e porte medievali edificate utilizzando gli antichi accessi alla città.
Basilica di San Pietro:
Al termine di corso Cavour, oltrepassata Porta San Pietro, di struttura trecentesca e decorata nel ‘400 da Agostino di Duccio, si raggiunge la Basilica di San Pietro, edificata all’interno di un monastero benedettino ed eretta nel X secolo per volere del nobile perugino Pietro Vincioli che ne divenne primo abate. La facciata è in parte nascosta dal muro del chiostro mentre l’interno è ricco di elementi architettonici e storico-artistici di notevole pregio. Ben 18 colonne ioniche reggono con il pulvino li archi della navata centrale coperta da un soffitto a cassettoni intagliati e dorati. L’altare maggiore, opera di Valentino Martelli termina con un ciborio che riproduce in miniatura un tempietto. L’abbazia è oggi sede della facoltà di Agraria.
Chiesa di San Domenico:
Fu costruita nel XIV secolo sui resti di un
edificio preesistente, con forme che
ricordano quelle delle chiese fiorentine di
Santa Croce e Santa Maria Novella. In
seguito a numerosi crolli venne ristrutturata
in forme barocche da Carlo Maderno a partire dal 1632. All‘interno si segnalano in particolare la Cappella del Rosario, lungo la navata destra, con statue di Agostino di Duccio (seconda metà del XV secolo), e la grande vetrata che narra le vicende dell’ordine domenicano.
Chiesa del Gesù:
Posta in piazza Matteotti è stata costruita nel 1572 ed è caratterizzata dal sovrapporsi di quattro templi diversi. Ha un soffitto intagliato e dorato, opera di Girolamo Brusctelli. La crociera vanta gli affreschi del genovese Andrea Carlone con le storie e di Giosuè.
Chiesa di San Ercolano:
Da piazza Matteotti, lungo le scale Di San Ercolano si giunge all’omonima chiesa dedicata al martire patrono della città. La costruzione è ottagonale, più mausoleo che chiesa, sormontata un tempo da una seconda chiesa demolita nel XVI secolo. L’interno è rivestito in stile barocco ed è caratterizzato da un altare maggiore costituito da un sarcofago tardo romano buccellato con le spogli del santo.

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