Pergamo

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Testo

PERGAMO DEL DUOMO DI PISA

Pergamo è stato eseguito da Giovanni Pisano e Arnolfo di Cambio.
Il pulpito ha una forma ottagonale; la forma plastica più si avvicina alla forma perfetta.
Per quanto riguarda l’impianto architettonico, il pulpito presenta un’alternanza di colonne, poste su una base robusta, con dei leoni stilofoni che sbranano le prede.
In questo pulpito le colonne sono in MARMO ROSSO e il capitello è corinzio con foglie accartocciate.
Sopra ai capitelli c’è un ARCO TRILOBATO.
La colonna centrale ha un’immagine più complessa.
Il colonnamento indica una continuità della narrazione plastica.
Nel pulpito di Pisa, Giovanni cerca la staticità e l’equilibrio mentre nel pulpito di Nicola egli cerca il movimento plastico e il dinamismo, accostandosi così alla sensibilità gotica.
Le figure sono inserite in una grande folla ed esse sono compresse, schiacciate dal peso degli strati superiori.
L’articolazione delle figure viene resa grazie alle direttrici delle immagini.

ortogonali o diagonali o entrambe;
Le due direttrici principali si intersecano vicendevolmente.
Nel pulpito di Pisa non si vede un’ambientazione realistica ma tutto è gremito da una folla di figure.
Se viste da vicino e singolarmente, le figure sono differenti una dall’altra e anche le loro espressioni sono diverse.
I gesti concatenati (pose ricercate; figure che si piegano e si accartocciano) e complessi e le pose delle figure creano un forte movimento.
Nel pulpito di Pisa le forme si ripetono ma diventano più complesse e complete e i pannelli sono curvilinei.
La circolarità della base è perfetta e l’impianto tende ad avvicinarsi ad essa.
Le figure innovative inserite sono le CARIATIDI.

donne di origine greca che sostituiscono il fusto delle colonne.
Un’altra novità è l’INSERIMENTO DI MENSOLE A VOLUTE.
La drammaticità delle figure tende a rappresentare la circolarità che è una struttura tipicamente gotica.
Giovanni Pisano è un uomo moderno rispetto al padre e il suo nome è legato alla fabbricazione del Duomo di Siena.
Gli archi sono ACUTI A OGIVE TRILOBATI e i pennacchi sono più agili.
Giovanni Pisano è legato anche al DUOMO DI PISTOIA.
Il pulpito di questo duomo è ESAGONALE con le colonne che si alternano con dei leoni che allattano i piccoli.
Il capitello ha le foglie accartocciate, segno di un legame con il mondo gotico.
Inoltre vi è la continuità della narrazione plastica.
I bassorilievi sono divisi in cinque quadri.
In questo pulpito si può notare il cambiamento di dimensioni.
Il bassorilievo della STRAGE DEGLI INNOCENTI è senza dubbio il più significativo.
All’interno di questa scena non c’è un vero e proprio protagonista ma tutta l’umanità è coinvolta nell’evento narrato.
La disposizione delle figure segue le direttrici.
Giovanni Pisano utilizza la tecnica del SOTTOSQUADRO: si tende a creare angoli acuti facendo ruotare le figure e si seguono le direttrici oblique.
Lo sfondo viene solo intravisto e le figure sono a tutto tondo.

si vede il vuoto dello sfondo e ciò aumenta la tragicità e il contrasto.

CIMABUE
Cimabue è stato maestro di Giotto e di Duccio. Egli fu il punto fisso della cultura medievale.
si è formato alla sua bottega;

Una delle sue opere fu IL CROCIFISSO DI SAN DOMENICO che viene chiamato CROCE DI AREZZO.
Quest’opera fugge dalla concezione di quel tempo.
Gesù è rappresentato assiso sulla croce in atteggiamento dolente e sofferente.
Quest’immagine si lega alla pittura bizantina.
Ai lati della croce sono rappresentate le figure della Vergine Maria e di S. Giovanni pronti ad accogliere successivamente il corpo di Gesù deposto dalla croce.
Gli occhi sono chiusi e il corpo è piegato con la croce che gli fa da sfondo.
Prima il corpo era attaccato alla croce mentre ora no. Essendo ancora teso e staccato dà l’idea che Cristo è ancora vivo e sofferente.
Una novità è la TRIPARTIZIONE DEL VENTRE con le tre linee che danno il risalto plastico (bizantina bidimensionale).
Questa tecnica deriva da Bisanzio.
L’aureola è posta in centro a cui segue, in maniera naturale, l’andamento del capo che si flette sulla spalla destra.
La lumeggiatura è dorata e le pieghe della veste vengono ricavate con la tecnica derivata dalla cultura bizantina.
FORMA A FORCELLA dove nasce il naso (impianto nasale).
Di innovativo c’è la RICERCA PLASTICA: le pennellate tendono a seguire le linee.
Nelle due opere di Cimabue rappresentanti la Madonna lo spazio è divino e la Vergine è in trono. La prospettiva è assonometrica e ci fa vedere come le sponde e i braccioli tendono a conquistare lo spazio.
La Vergine dispone i piedi su due gradini differenti.
Inoltre nella rappresentazione della Madonna c’è uno spostamento laterale.

Esempio



  



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