Neoclassicismo e Canova

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Testo

Il neoclassicismo
È la logica conseguenza del pensiero illuminista. Rifiuta gli eccessi del barocco e del rococò e guarda all’arte dell’antichità, specialmente greca (perché frutto della libertà dell’uomo nella poleis).
Il termine neoclassicismo viene coniato alla fine dell’Ottocento con tono dispregiativo per indicare un’arte fredda ed accademica.
Si sviluppa tra la seconda metà del settecento e l’età napoleonica, anche grazie alle recenti scoperte di Ercolano (1738) e Pompei (1748). Il movimento neoclassico ebbe come sede privilegiata Roma e il suo massimo teorico fu Johann Joachim Winkelmann. Nei Pensieri sull’imitazione dell’arte greca, che costituisce la prima opera teorizzante del Neoclassicismo, il Winchelmann parte dal presupposto che il buongusto aveva avuto origine in Grecia e tutte le volte che si era allontanato da quella terra aveva perso qualcosa. La grandezza artistica, perciò era propria dei greci. Pertanto l’unica via per divenire grandi ed inimitabili è l’imitazione degli antichi. È ovvio che l’imitazione è cosa diversa dalla copia. Imitare vuol dire ispirarsi ad un modello che si cerca di uguagliare , copiare invece è limitativo in quanto prevede la realizzazione di un’ opera identica al modello. W arriva anche a dire che “più tranquilla è la posizione del corpo e più è in grado di esprimere il vero carattere dell’anima”. Se è vero che è più facile riconoscere l’anima nelle passioni forte e violente, tuttavia essa è grande e nobile sono quando è in uno stato d’armonia, cioè di riposo. Mai, allora, una scultura neoclassica dovrà mostrare forti passioni o il verificarsi di un evento tragico mentre accade, ma sempre l’artista dovrà scegliere l’attimo successivo alla forte emozione e rappresentare il momento che precede o segue un’azione tragica, quando il tumulto delle passioni o non c’è ancora o si è già allentato. Nelle opere degli antichi W riconosce come valori, oltre alla bellezza dei corpi, alla nobile semplicità e quieta grandezza anche il contorno e il drappeggio. Da ciò deriverà il gusto neoclassico per i contorni ben definiti e per il disegno.

Canova
Canova incarna i principi neoclassici di W, sia nel disegno sia nella scultura, più di quanto non abbaino fatto i contemporanei dello studioso e storico d’arte tedesco. Nei disegni, che mostrano un’attenzione costante per il nudo maschile e femminile, molti sono gli studi dall’antico risalenti al primissimo periodo romano e ancor più le cosiddette Accademie, cioè le esercitazioni dal vero. La ragione di tali numerosi disegni di nudo, in specie dal vero, sta in primo luogo nella necessità di farsi la mano, di prendere cioè la massima confidenza con i soggetti ritratti, in secondo luogo nell’utilità della costituzione di una casistica quanto più ampia di atteggiamenti, posizioni ed espressioni da impiegare nello studio e nella definizione delle opere scultoree di cui l’artista veniva via via incaricato. Tuttavia Canova fissa i suoi primi pensieri in modo assai sintetico, al fine di suggerire gli elementi caratterizzanti l’opera finita. La prima opera che C realizzò una volta arrivato a Roma fu Teseo sul Minotauro, che esprime quanto Canova fosse intimamente legato alle teorie del W. Infatti l’eroe, seduto sul mostro che ha appena ucciso, è rappresentato dopo la lotta: il momento scelto dall’artista è successivo quindi all’azione nella tranquillità della posizione di riposo Teseo mostra la sua anima grande che è di nuovo in sintonia col corpo perché non più preda delle passioni violente. Scopo di Canova è il raggiungimento della bellezza ideale, che i greci avevano realizzato e di cui avevano scritto anche gli artisti del Rinascimento, cioè quella derivante da un’idea del bello che l’artista si forma nella mente dopo aver constatato l’impossibilità di trovare un corpo perfetto in natura. A tale bellezza si può pervenire tramite la massime padronanza della tecnica scultorea e imitando la scultura classica. L’opera è in marmo, materiale che C riteneva adatto e rendere la morbidezza e la flessibilità della carne. Molte sculture di Canova furono totalmente o parzialmente trattate con cera rosata o ambrata dall’artista perché il colore del marmo finito fosse simile all’incarnato.

Esempio



  


  1. Nour

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