Madonna con bambino e i santi

Materie:Appunti
Categoria:Arte

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Testo

Madonna col Bambino e i Santi

Questo quadro, noto anche come «Pala di Brera» per il luogo dove è conservato, ha come soggetto una «sacra conversazione»: con questo nome vengono indicati i quadri che contengono la Madonna con il Bambino in braccio, in compagnia di santi e, a volte, anche di semplici mortali. In questo caso, nella tavola è presente anche Federico da Montefeltro, il committente dell’opera, chiaramente riconoscibile nel uomo con armatura, inginocchiato sulla destra. Da notare che la posizione dei personaggi rispettava in genere una precisa gerarchia: la Madonna era l’unica ad essere seduta; i santi erano collocati in piedi; le persone normali erano invece inginocchiateNella tavola vengono rappresentati quattro angeli, in prossimità della Madonna, e sei santi, tre per lato: sulla sinistra compaiono san Giovanni Battista, san Bernardino da Siena e san Girolamo; sulla destra, sempre partendo da sinistra, vi sono san Francesco, san Pietro martire e san Giovanni evangelista.
Nella tavola vengono rappresentati quattro angeli, in prossimità della Madonna, e sei santi, tre per lato: sulla sinistra compaiono san Giovanni Battista, san Bernardino da Siena e san Girolamo; sulla destra, sempre partendo da sinistra, vi sono san Francesco, san Pietro martire e san Giovanni evangelista.
La tavola è un esempio mirabile di quell’ordine formale che è qualcosa in più che una semplice scelta stilistica: è la fiducia in un universo basato su un’armonia di fondo di matrice razionale e matematica. Tutto è simmetrico e preciso, in particolare l’architettura sullo sfondo, che è il qualcosa in più che possiede questa immagine. Siamo all’interno di una chiesa, all’incrocio tra navata e transetto, giusto davanti l’abside. Lo spazio quindi è rappresentazione non solo di un luogo sacro, ma di un ordine cosmico basato sulla chiarezza e sulla razionalità.
Particolare originale di questo spazio è la forma della semicupola del catino absidale, a forma di conchiglia. Dalla sua sommità pende un uovo di struzzo. Il significato dell’uovo va cercato in una credenza medievale, secondo la quale le uova degli struzzi venivano dischiuse dal calore del sole, e pertanto erano prese a simbolo della immacolata concezione della Madonna. Probabilmente anche la conchiglia rimanda allo stesso significato, perché si credeva che al suo interno la perla si formava senza intervento della fecondazione maschile. Questi particolari rimandano quindi al mistero della nascita di Gesù, inteso come miracolo dal quale far discendere la possibilità dell’uomo di salvarsi.
Nella tavola si possono leggere anche significati meno mistici, ma più storici. La datazione della tavola ci fa ritenere che essa alluda anche alla nascita del figlio Guidobaldo, avvenuta agli inizi del 1472, e alla morte, sei mesi dopo della moglie Battista Sforza. L’atteggiamento di preghiera di Federico di Montefeltro sarebbe quindi originato anche dalla sua volontà di esprimere la sua preghiera per la moglie deceduta e per il figlio appena nato. Da ricordare, infatti, che la tavola era sicuramente destinata ad ornare la futura tomba di Federico, ed è probabile che il condottiero in essa volesse coniugare i suoi sentimenti religiosi con i suoi principali affetti terreni: la moglie e il figlio.

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