L'immagine metafisica

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Testo

L’immagine metafisica nasce nei primi del ‘900 e corrisponde ad una tappa particolare nell’evoluzione della pittura di Giorgio de Chirico.
L’immagine metafisica è composta da una forma oggettiva soltanto per metà. La seconda metà è sottoposta ad una trasformazione soggettiva. La trasformazione di una forma deve sempre essere graduale, così che riesca a portare l’osservatore in un mondo sopra la realtà oggettiva dolcemente, senza traumi e forzature, poiché lo stacco o il cambiamento netto dà fastidio al cervello, che rifiuta la trasformazione.
La pittura metafisica nasce dall’intento dell’artista di creare un mondo che non esiste nella realtà, un mondo capace di esaltare la bellezza interiore degli oggetti e della materia.
L’artista riproduce oggetti ed elementi del mondo reale, accostandoli e combinandoli tra loro in maniera assurda. In questo modo gli oggetti si spogliano dei loro significati abituali, l’opera perde il suo legame con la realtà e si colloca al di fuori di essa.
Altro aspetto importante è il senso di mistero e inquietudine che pervade la scena. Il collocarsi dell’opera al di fuori del tempo e dello spazio fisico suscita un senso di spaesamento, di enigma.
Un’immagine metafisica molto conosciuta è la sirena, che unisce la donna e il pesce. Il pesce, segno dell’acqua, è simbolo di vita, poiché è proprio dall’acqua e nel liquido amniotico che inizia la vita dell’individuo e la donna è colei che riesce a far nascere e crescere il bambino, il che veniva ritenuto quasi magico. Questi due pensieri, uniti tra loro, formano così un’immagine stupenda e dolcissima che porta fuori dalla realtà oggettiva.
Per creare un’immagine metafisica ci sono due metodi:
1. forme della realtà oggettiva che somigliano a qualcos’altro, come le nuvole o le rocce, che la fantasia può far percepire come animali o profili. Queste immagini non hanno bisogno di ulteriori trasformazioni, poiché già la realtà oggettiva offre questa forma metafisica.
2. Rappresentare i sogni, che sono spesso fantastici, e nettamente fuori dalla realtà oggettiva. Spesso i sono però degli incubi, e molti artisti dipingono la paura o il dolore. La catarsi è la capacità di trasformare il negativo in positivo: se, per esempio, delle persone piangono tutte insieme, si forma un canto. Quindi il dolore (negativo) diventa musica (positivo), come nella tragedia greca. Oppure si può vedere un quadro bellissimo ma con nomi cupi o paurosi, come “L’isola dei morti”, che rappresenta positivamente un paesaggio negativo.
Oppure succede che piacciano canzoni tristi, ed anche in questo caso si passa da negativo a positivo, perché la musica è bella.
Il primo a spiegare la teoria dei sogni è stato, nei primi del ‘900, Sigmund Freud; medico e neurologo austriaco, fondatore della psicoanalisi. Nella mitologia greca, la psiche era rappresentata come una bella dea, da cui si deduce che per quegli antichi la mente era una cosa magnifica.
Freud spiegava che la mente è divisa in due parti: nella parte superiore, posta al di sopra delle orecchie, circa, è localizzata la zona che controlliamo, dove risiedono la logica e la coscienza, e funziona nella veglia.
La parte inferiore non può essere governata e si attiva nella notte. E’ fatta di sensazioni, stati d’animo ed episodi che l’individuo ha “rimosso”. La “rimozione” è un processo inconscio che rende inaccessibile alla coscienza il ricordo di eventi dolorosi. Di notte queste esperienze emergono, si mischiano e possono diventare sogni.
Affrontare le paure è un’esigenza e il pittore le affronta disegnandole e trasformandole in positive.
A volte succede che ci sembra di aver già visto o aver già fatto qualcosa. Ci sono due teorie per questo tipo di sensazioni. La prima si basa sulla reincarnazione e i ricordi che l’uomo ha di un’esistenza precedente. Se nella vita si è stati persone buone, la reincarnazione sarà sempre in esseri migliori, fino a diventare uno spirito perfetto, mentre se si è stati cattivi succederà il contrario e si potrebbe diventare una formica o un filo d’erba. Quando tutte le persone del mondo avranno raggiunto lo stadio di massima bontà, ci sarà la redenzione dell’universo.
Un’altra teoria è che, considerando che gli occhi sono due, arrivi prima l’impulso di un occhio e più tardi l’altro, così che abbiamo l’impressione di aver già visto qualcosa.

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