L'Arte Egizia

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L’ARTE EGIZIA

L’architettura
TUTTA L’ARCHITETTURA EGIZIA E’ DI TIPO MONUMENTALE.
I più antichi esempi di architettura egizia sono le cosiddette “mastabe”, tombe monumentali risalenti al periodo protodinastico. La mastaba si compone essenzialmente di due parti. La prima, sotterranea, è costituita da un sepolcreto scavato in fondo a un pozzo articolato su più livelli. In esso viene calato il sarcofago mentre in alcune sale sotterranee (ipogee) contigue vengono deposti gli oggetti di cui il defunto poteva servirsi nell’aldilà. La seconda parte, quella in superficie, ha la funzione di chiudere il pozzo di accesso al sepolcreto e di indicarne la presenza in modo monumentale, accogliendo spesso al suo interno delle camere per le offerte e le preghiere dei parenti. La mastaba egizia aveva la forma di un massiccio tronco di piramide. Le mastabe si evolvono poi nella forma delle piramidi, che all’inizio non erano altro che più mastabe sovrapposte. La più antica e celebre è quella di Zoser, costruita da Imhotep, forse il primo architetto della storia. La tipologia delle piramidi a gradoni ha come evoluzione quella delle piramidi a facce lisce. La loro struttura interna rimane sostanzialmente intatta: ciò che muta è soprattutto l’esterno, in quanto i gradoni, indispensabili per la costruzione, vengono nascosti da dei grandi lastroni di pietra. Le piramidi più importanti e famose sono quelle di Cheope, Chefren e Micerino nella piana di Giza. Con l’avvento del Nuovo Regno, le nuove usanze del luogo e soprattutto l’aumentare delle guerre fanno sì che alle dispendiosissime piramidi si preferiscano delle sepolture rupestri. Queste vengono scavate nelle gole rocciose dei monti di fronte a Tebe, nella cosiddetta Valle Dei Re. Molti templi egizi erano anche dedicati interamente alle divinità. Sia il tempio divino sia quello funerario, pur variando nelle forme e nelle dimensioni, presentano quattro elementi ricorrenti: il pilone (che costituisce l’ingresso monumentale), il cortile (spesso colonnato), la sala ipostila con copertura piana sorretta da colonne e, infine, il santuario o sacrario. Questo si compine di uno o più ambienti: quello contenente la statua del dio costituisce il cuore vero e proprio del tempio ed è detto naos. Le colone dei templi presentano anche dei capitelli scolpiti e decorati in quattro diversi stili: papiriforme aperto, papiriforme chiuso, palmiforme e lotiforme.
La pittura e il rilievo
Gli Egizi realizzavano sia pitture che rilievi. I vari tipi di rilievi effettuati erano il bassorilievo (asportazione completa dello sfondo lasciando in risalto solo il soggetto e le scene principali) ed il rilievo inciso (viene scolpito solo il contorno delle figure. All’inizio anche i rilievi venivano colorati ma poi, durante il Nuovo Regno, pittura e scultura divennero indipendenti.
La tecnica pittorica egizia consiste nella miscelazione di pigmenti ottenuti dalla macinazione di varie terre colorate con un agglutinante, sostanza collosa a base di acqua, lattice di gomma e albume d’uovo. Questo tipo di pittura si definisce solitamente a tempera. La funzione dei rilievi e dei dipinti egizi non è decorativa ma religiosa. Essi infatti sono realizzati per la maggior parte sui sarcofagi, nelle tombe e nei templi. In genere i soggetti fanno riferimento a situazioni della vita comune, ma non mancavano anche cerimonie, banchetti cerimonie di vestizione ecc…
Anche presso gli Egizi le figure umane devono sottostare ad una precisa simbologia, venivano rappresentate infatti mettendo in evidenza le caratteristiche fisiche essenziali e più significative. Il volto e la testa vengono rappresentati sempre di profilo, l’occhio ed il busto sono rappresentati frontalmente ma nelle donne almeno uno dei seni viene rappresentato lateralmente. Anche gli arti sono rappresentati lateralmente e dei piedi si rappresenta solo l’alluce. Il bacino, infine, è rappresentato sempre di tre quarti e la gamba più lontana dall’osservatore è sempre di mezzo passo avanti. Il colore della pelle è uno degli elementi che facilitano il riconoscimento dei personaggi: gli uomini appaiono sempre di un colore rosso-bruno, mentre le donne sono di colore più chiaro.

La scultura
Gli Egizi realizzavano statue a tutto tondo in vari materiali: pietra, legno, bronzo, terracotta, oro ed avorio. Le statue venivano scolpite contemporaneamente su tutti i lati e venivano poi lisciate con dei lisciatoi in pietra o bronzo. Le statue, a differenza dei dipinti, erano fedeli riproduzioni della realtà, per permettere al ka (anima) del defunto rappresentato, di reincarnarvisi. Venivano anche realizzati dei busti raffiguranti i re e le regine e delle statuette raffiguranti funzionari, servi e schiavi. Ovviamente per le statue dei re e delle regine venivano utilizzati dei materiali più pregiati (basalto…) che per quelle dei servi o dei funzionari (pietra calcarea, terracotta…).
Un importante elemento dell’a scultura egizia sono le sfingi: statue col corpo di animale (solitamente un leone) e la testa di uomo. Quella più importante e famosa è quella nella piana di Giza.

Esempio



  


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