kirchner

Materie:Tesina
Categoria:Arte

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Testo

ERNST LUDWIG KIRCHNER
Kirchner (1880-1938) è il rappresentante più importante della prima fase dell’espressionismo in Germania. Il 7 giugno del 1905 Kirchner insieme a Fritz Bleyl, Karl Schmidt-Rottluff ed Erich Heckel fonda a Dresda il movimento artistico Die Brücke (Il Ponte), la cui volontà è quella di unirsi alle forze di avanguardia espressioniste che in quegli anni si sviluppano in Europa. In occasione della prima esposizione della Brücke tenutasi nel 1906 a Dresda Kirchner formula il programma del gruppo e lo incide nel legno. Si tratta di un’esortazione vitalistica a fare qualcosa di nuovo. Le prime opere dell'artista sono influenzate dal Divisionismo neoimpressionista di Seurat e di Signac e soprattutto dalla pittura espressiva di Van Gogh nel ricorso a una materia densa e a pennellate decise e ben evidenti, come ci testimoniano i ritratti a figura intera di questo periodo. Dal 1907 egli soggiorna a sud di Dresda, a Goppeln, dove dipinge diversi paesaggi. Nell'estate del 1908 Kirchner si reca sull'isola baltica di Fehmarn accompagnato da Emmy Frisch, la futura signora Schmidt-Rottluff, e suo fratello Hans. Qui la sua pittura si arricchisce di un'inedita spontaneità di esecuzione, di colori diluiti e di un cromatismo maggiormente contrastato.Nel 1910 Kirchner partecipa insieme agli altri artisti della Brücke alla Nuova Secessione fondata a Berlino da Pechstein e partecipa alle sue mostre alla Galleria Maximilian Macht. Nel 1911 l'artista lascia definitivamente Dresda per stabilirsi a Berlino dove raggiunge Pechstein e Müller. Il trasferimento nella metropoli sancisce l'incontro con le tendenze artistiche del Cubismo e del Futurismo. Nelle sue tele ora tende a una maggiore semplificazione delle forme e a un uso di colori puri per esaltarne la forza luminosa. Insieme a Pechstein, Kirchner fonda una scuola d'arte di "Moderner Unterricht in Malerei" e conosce alcuni poeti e letterati che ritrae e dei quali illustra le opere. Incontra la ballerina Erna Schilling che diventa la sua compagna e si occupa del suo atelier. L'artista coltiva sempre di più il proprio stile fino a giungere alle famose scene di strada dove il tenero stile di Dresda volge verso forme più spigolose. 1913 l'artista si occupa di scrivere il testo della Cronaca della Brücke che conteneva di ciascun membro le stampe tirate a mano e le fotografie di dipinti. Essa però non trova l'approvazione degli altri soci tanto che si decide di non pubblicarla e si procede allo scioglimento del gruppo. In calce alla lettera con quest’annuncio manca la firma di Kirchner.Da questo momento comincia il declino fisico e psicologico di questa singolare figura di artista. L’anno successivo, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, parte volontario per il fronte, ma l’esperienza della guerra lo distrugge nel profondo. Nel 1917 fu congedato per insanità mentale. Gli amici lo portano in Svizzera, a Davos. Qui recuperò parte della sua lucidità, ma l’equilibrio interiore era ormai minato. Nel 1937 i suoi quadri furono esposti nella mostra voluta dai nazisti sull’«arte degenerata». L’anno successivo Kirchner si tolse la vita.
ANALISI DELL’OPERA D’ARTE

LUCIDO 1:SCONTORNAMENTO E PERSONAGGI
LUCIDO 2: LINEE DI FORZA
LUCIDO 3: STRUTTURA COMPOSITIVA
LETTURA DELL’ OPERA D’ARTE
DATI PRELIMINARI
TITOLO DELL’OPERA: Cinque donne per strada
AUTORE DELL’OPERA: Ernst Ludwig Kirchner
DATAZIONE: 1913
COLLOCAZIONE: Colonia, Wallraf-Richartz-Museum
TECNICA: olio su tela
DIMENSIONI: 120,5x91 cm

DESCRIZIONE DEL SOGGETTO
Questo quadro rappresenta un gruppo di prostitute che sembrano in un atteggiamento di attesa: quella centrale di tre quarti, le altre di profilo, due sono avvolte in boa di piume, le silhouette espressionisticamente allungate e rigide si stagliano tra chiazze giallo cromo e verdi. Non c’è profondità, lo spazio è piatto, un accenno di fuga prospettica, di fatto, pare ribalti le figure verso di noi. Grotteschi cappelli a forma di creste, nasi taglienti, incredibili scarpe con punte e tacchi ad angoli acuti fanno perdere a queste figure i connotati umani per conferire loro un’aria da arpie, deformi uccelli appollaiati a spiare le prede. Queste figure imbellettate e dalle forme stereotipate esprimono al massimo grado la poetica propria dell’espressionismo che mette in luce gli aspetti seduttivi della femminilità ma in un’ottica di morbosità e perdizione.
COMMENTO
Il quadro non ha una spazialità ben definita, benché le cinque donne, nel loro disporsi in angolazioni diversificate, riescono a disegnare un cerchio approssimativo. La gamma cromatica è molto ridotta, dominando nettamente le tonalità del verde, da cui si stacca solo il nero che costruisce e separa dall’ambiente le cinque figure. Una pittura quindi volutamente semplificata, non molto lontana dalle immagini xilografiche molto praticate sia da Kirchner sia dagli altri espressionisti del gruppo «Die Brucke».L’opera dal “ Cinque donne per strada “ ricorda molto i lavori di Munch e ne riflette sicuramente la rabbia, la mancanza di certezze e la voglia di cambiare le cose.Le donne, sono vestite di nero e blu scuro, hanno un aspetto severo, inquietante e se vogliamo malinconico. L’occhio dello spettatore viene colpito in modo inesorabile dalla durezza del contorno delle donne, un tratto estremamente deciso.Lo sfondo non esiste, il mondo non c’è, solo quelle donne rappresentano il nostro pianeta.Questa è una visione sconfortante e cinica della vita. L’impercettibile inarcarsi delle silhouettes allungate ricorda i ritmi lineari dello Jugendstil ma irrigiditi in strutture ad angolo acuto, irte come punte di spillo. Le “scene di strada” sono l’esempio più alto della consuetudine di Kirchner di creare versioni diverse di uno stesso motivo. . Il segno dominante è l’angolosità, le sagome sono rigide e spigolose come incise in un materiale duro. Non a caso, gli espressionisti tedeschi amavano la xilografia, quel contatto aspro tra sgorbia e legno che produceva un’immagine rigida, angolosa "…di queste operazioni manuali, che implicano atti di violenza sulla materia, l’immagine reca le tracce nello stento parsimonioso del segno, nella rigidezza e nell’angolosità delle linee…" (Argan, 1988, vol. III p. 224). Quest’aspetto rimane nella pittura che attraverso la secchezza e l’angolosità del tratto denuncia un non adattamento all’ambiente, un’esistenza sofferta e forzata nella mercificazione del proprio corpo. Un segno forte, deciso, senza sfumature, grosso nei segni neri e senza sfumature per evidenziare un’esistenza materiale priva di spiritualità. La triplice strettezza inoltre, evidenziata dalla vicinanza delle figure (considerate in questo contesto sempre come parole), accusa un inaridimento dell’esistenza chiusa in sé stessa, senza generosità. Ed ancora possiamo rilevare stentata nelle forme non armoniche, nella sofferenza del gesto come espressione d’inquietudine e di tormento interiore. Con il segno staccata, per la mancanza di relazione tra le figure, chiuse nella loro individualità che non si guardano, non comunicano, indisponibili all’apertura all’altro. Irta, secca, aste rette delle figure caratterizzate da secchezza e angolosità, ci parlano di grettezza, isolamento, rigidità, di reazioni aggressive di una società alle soglie della guerra. Le donne sono disposte lungo linee dall’andamento verticale che occupano quasi interamente l’altezza della tela; sono isolate l’una dall’altra e mostrano il loro profilo indurito senza mai guardarsi, le forme risultano semplificate, spigolose e dure persino nei lineamenti dei volti. I colori sono cupi e contrastanti; gli abiti scuri delle donne sono, infatti, in netto contrasto con lo sfondo, dove si alternano il giallo e il verde.

MESSAGGIO VISIVO
Kirchner scriverà una volta ad un suo carissimo amico: “ Lei sa che nel 1900 ebbi l’idea audace di rinnovare l’arte tedesca ? “, di sicuro questa frase ci fa capire come fosse convinto della sua missione e delle sue potenzialità. La pittura è l'arte che rappresenta su di un piano un fenomeno sensibile. Il mezzo della pittura è il colore, come fondo e linea. Il pittore trasforma in opera d'arte la concezione sensibile della sua esperienza. Non ci sono regole per questo. Le regole per l'opera singola si formano durante il lavoro.", ponendo l'accento sul fatto che ogni opera, in quanto scaturita da un'unica e individuale psiche, non tiene conto di una regola e quindi compie una trasgressione sulle opere precedenti. Egli si dedica anche alla grafica e attraverso le sue tecniche elabora un segno fortemente comunicativo in quanto schematico e graffiante, capace di quell’immediatezza espressiva propria dei linguaggi ingenui e primitivi. L’interesse del quadro è nel trattare un tema delicato, di denuncia come quello della prostituzione, raffigurando queste donne come degli spettri, tanto affascinanti quanto corrotte. A differenza dei «fauves», l’espressionismo di area tedesca nasce sempre da situazioni più sofferte, che portano a guardare alla realtà con occhio triste e disperato. La realtà non è quella che appare, perché è mascherata da troppe convenzioni e ipocrisie. La verità è dietro le apparenze, ed è una verità che non può essere colta con gli occhi, ma solo con una conoscenza più profonda dell’animo umano. La pittura espressionista tedesca deforma l’aspetto della realtà per renderlo più simile a ciò che l’animo avverte. Così, ad esempio, nei quadri di Kirchner i corpi hanno aspetti sempre spigolosi e taglienti: non ispirano calore umano ma solo freddezza tagliente. Le cinque donne protagoniste di questo quadro non sono molto dissimili da altre donne presenti in altri quadri di Kirchner. Se esse siano delle signore borghesi, o cinque prostitute ferme sotto un lampione in attesa di clienti, non è dato saperlo, ma poco importa. Le spigolosità che le caratterizza, i profili diritti e taglienti, i volti cadaverici, rendono queste cinque donne capaci solo di attrazioni maligne e ferali. In questo quadro si ritrovano quindi un po’ tutti gli elementi stilistici tipici dell’espressionismo tedesco: la semplificazione delle forme, l’uso espressivo del colore, le atmosfere cupe e poco allegre, la volontà di una generalizzata denuncia contro una società borghese non amata né stimata, ma soprattutto la volontaria rinuncia alla bellezza come valore tranquillante e consolatorio dell’arte. Valore, quello della bellezza, apprezzato soprattutto dai borghesi, che nell’arte vedevano un idilliaco momento di evasione fantastica, ma che non poteva essere condiviso dagli espressionisti che proprio contro i borghesi rivolgevano la loro arte. Gli espressionisti rivelano, attraverso le loro opere volutamente sgradevoli. Non saranno capiti, proprio perché rappresentavano uno specchio impietoso di quella realtà.

BIBLIOGRAFIA
-www.pianetascuola.it
-www.globalarte.it/storia/espressionismo.htm
-www.centroarte.com/espressionismo.htm
-www.artonline.it
-E.Bernini, E.Rota EIKON: guida alla storia dell’arte Edizioni LATERZA
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