Il Romanico

Materie:Riassunto
Categoria:Arte

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Testo

Basilica di Sant’Ambrogio a Milano: costruita tra XI e XII secolo. La chiesa priva di transetto prolunga le sue mura laterali formando un grande portico che assume la funzione di principale luogo di riunione, nn sl a fini religiosi, e che per dimensioni è quasi uguale all’intera basilica. La basilica è a pianta rettangolare composta da tre navate terminanti con altrettante absidi semicilindriche: la navata centrale è il doppio di quelle laterali ed è formata da quattro ampie campate , invece quelle laterali sono formate da 8 campatelle. Nella parte superiore della facciata si aprono tre finestroni. La copertura è del tipo a capanna. I materiali impiegati per la costruzione di questa basilica sono mattoni e muratura intonacata.
San Geminiano a Modena: innalzata a partire dal 1099, presenta una pianta basilicale, priva di transetto, ripartita in tre navate che terminano con altrettante absidi semicilindriche. Le cinque campate della navata centrale sono delimitate da otto massicci pilastri a cui si alternano otto colonne sormontate da archi a tutto sesto; al di sopra di questi archi ci sono una serie di trifore che si ripetono anche sulla parte centrale della facciata della cattedrale. Questa facciata è del tipo a salienti e presenta un grande portale protetto da protiro retto da due leoni stilofori.
Basilica di San Marco a Venezia: l’originale basilica è stata edificata nel 828-832, invece quella attuale è del 1063. per descrivere l’originario aspetto romanico di San Marco dobbiamo immaginarlo senza archeggiatura e pinnacoli gotici. La pianta a croce graca è di evidente ispirazione orientale ma nn è perfettamente simmetrica xke il corpo longitudinale è più largo di quello del transetto. Ognuno dei quattro bracci è diviso da tre navate: quelle centrali sono costituite da un’unica ampia campata, invece quelle laterali sono coperte da della volte a botte. All’esterno un atrio porticato formato da piccole campate circonda su tre lati il braccio rivolto ad occidente dell’edificio. Nonostante l’altezza, tutto l’edificio si sviluppa orizzontalmente: questa scelta nn è stata casuale, ma è stata fatta perché il terreno su cui era costruita la basilica nn poteva sorreggere strutture alte e snelle che concentrerebbero il loro peso su di un unico punto.

Il Romanico: fra le innovazioni tecniche e le caratteristiche architettoniche particolari, il Romanico comprende: 1. la volta a crociera che sostituisce vantaggiosamente le più deperibili strutture lignee a capriate e le troppo pesanti volte a botte; 2. il pilastro che sostituisce o si affianca alla colonna; 3. il contrafforte che contrasta le spinte generate dalle volte a crociera; 4. il forte spessore delle murature, che conferisce alle costruzioni la necessaria solidità. La volta a crociera è un sistema di copertura in muratura che, anche se noto fin dall’epoca romana, trova solo adesso la sua piena e sistematica applicazione. Dal punto di vista geometrico una volta a crociera è generata da due volte a botte uguali che si intersecano, una perpendicolarmente all’altra. Lo spazio quadrato coperto da ciascuna crociera prende il nome di campata ed è delimitato, ai 4 vertici, da altrettanti massicci pilastri in muratura.
Arte longobarda: Crocetta del duca Gisulfo si ripete per ben otto volte un volto chiomato alternato ad altrettante pietre rare. Siamo perciò dinanzi alla presentazione nn di un volto di Cristo, ma alla combinazione del tema delle teste decapitate esibite quali macabri trofei dei nemici. Frontale di Agilulfo forse guarnizione di un elmo la lamina della Val di Nievole in bronzo dorato lavorata a sbalzo; la scena rappresentata ricorda i rilievi della scultura tardo-imperiale. Altare del duca Ratchis: è il monumento ke ci da più informazioni sui metodi di rappresentazione artistica dei longobardi. L’altare, costruito da un unico blocco a forma di parallelepipedo, è realizzato in pietra d’Istria. Tutte e 4 le facce sono scolpite a bassorilievo. Il paliotto anteriore reca la Majestas Domini che ha un delicato motivo ornamentale tutt’attorno, il fianco destro l’Adorazione dei Magi, quello sinistro la Visita di Maria Vergine alla cugina Elisabetta e il fronte posteriore due croci. Tutte le parti delle lastre lasciate libere dalle figure sono state riempite da stelle, fiori e piccole croci disposti a caso, senza una logica apparente e un ordine predeterminato. È ciò ke kiamiamo horror vacui ovvero la paura del vuoto. Il tempietto di Santa Maria in Valle che risale all’VIII secolo è un piccolo edificio a pianta rettangolare diviso in due ambienti. Il primo costituente l’aula per i fedeli ha forma pressoché quadrata e una copertura formata da una volta a crociera. Il secondo, il presbiterio, ha un’altezza di molto inferiore all’aula ed è tripartito: ciascuna delle tre porzioni è coperta da una volta a botte sostenuta da colonne.

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