Futurismo e Razionalismo

Materie:Riassunto
Categoria:Arte
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Testo

Futurismo
Il futurismo nacque con un programma ben definito, dichiarato in un Manifesto firmato da Marinetti. In esso si esaltava il progresso tecnico della civiltà, si ammirava la velocità connessa con il rischio, si propugnava una nuova arte che distruggesse le forme del passato con tutti i canoni prefissati, i principi convenzionali, le leggi stabilite, in modo che fosse instaurato un tipo di comunicazione diretta e mai sperimentata. I futuristi rifiutavano il languido decadentismo e si riconoscevano nell’irrazionalismo dell'oltreuomo di Nietzsche e dello slancio vitale di Bergson, favorevoli a tutto ciò che significava mobilità, cambiamento, divenire, fino a mitizzare retoricamente il progresso tecnologico con un linguaggio quasi sempre dogmatico e violento.
Da qui l'attacco spregiudicato contro il provincialismo delle vecchie istituzioni accademiche, l'atmosfera ristagnante della cultura, l'artificioso umanesimo sterile della poesia, l'evidente frattura con lo sviluppo letterario ed artistico degli altri paesi europei. Questo tentativo di inserirsi in una realtà di valori spirituali più vasta e di confrontarsi con le correnti più moderne è merito indiscusso del futurismo che sollevò l’Italia dall’isolamento culturale, tanto che la sua risonanza lo pose a confronto con i più significativi gruppi di avanguardie, ed in particolare con il cubismo, accusato di staticità costruttiva di matrice classica e negatore della connessione tra arte e vita. Esso si avvicinò piuttosto all'impressionismo per l'immediatezza fugace delle immagini ed al divisionismo per la scomposizione del colore e della forma.
Il futurismo, oltre che nella poesia e nella pittura, si manifestò nella scultura (Boccioni, Balla), nella progettazione architettonica (Sant'Elia), in musica (Russolo), nella invenzione scenica del teatro, nel Cinema e nella fotografia. Il futurismo si diffuse in molti paesi europei ed in particolare in Gran Bretagna, dove si sviluppò il movimento del vorticismo, ed in Russia, dove si espresse autonomamente, rompendo con la tradizione figurativa e volgendosi per lo più verso l'astrattismo.

Boccioni
Boccioni diventa uno dei massimi esponenti della nuova corrente. Pittore, scultore, teorico, ne sostiene fervidamente le idee con la validità delle proprie opere e con scritti che costituiscono ancora oggi il veicolo più efficace per comprendere il futurismo.
Forme uniche della continuità dello spazio: l'opera intende dimostrare in quale modo sia possibile rappresentare il rapporto tra una figura che si muove e lo spazio in cui essa si muove, in modo che l'uno e l’altra costituiscano una forma unitaria. Un corpo in moto è plasticamente diverso da un corpo statico e per questo l'artista ha gonfiato i muscoli delle anche, ha accentuato le masse muscolari del petto e delle gambe ed ha posto in evidenza la forza esercitata dall'atmosfera sui polpacci mediante prolungamenti dinamici: è un esempio che indica la continuità del movimento in atto, e non semplicemente una forma statuaria, attraverso il gioco dei muscoli, aumentato anche dai riflessi di luce.
Nella sua opera si trovano simultaneità di vedute, la compenetrazione di piani, l’inserzione globale nello spazio. In questa opera parte dal lontano precedente ellenistico della Nike di Samotracia, trasformandone in senso futurista la dinamicità delle forme. Il significato dell’opera è espresso nel titolo: la forma umana, in movimento veloce, mentre già ha raggiunto una posizione e si accinge a procedere oltre, è in qualche modo ancora presente nello spazio precedente, perché nella nostra retina restano le immagini e soprattutto perché il moto è continuo e noi lo percepiamo in sintesi. Respinge anche il parallelo con la cinematografia; questa raggiunge l’apparenza di moto con la proiezione rapida e consecutiva di immagini immobili e diverse; il futurismo, invece ricerca una forma unica che sostituisca al vecchio concetto di divisione, il nuovo concetto di continuità e cita la filosofia di Bergson secondo la quale è arbitraria ogni separazione della materia in corpi indipendenti con contorni esattamente determinati.

Sant’Elia
Sant'Elia, combattendo giustamente contro l'eclettismo dell'architettura italiana fra Ottocento e Novecento, stancamente ripetitiva di stili antichi, incapace cioè di essere attuale, sostiene che non si tratta tanto di modificare l'aspetto esteriore sostituendo nuove sagome o nuove decorazioni a quelle vecchie, quanto di «creare di sana pianta la casa futurista, di costruirla con ogni risorsa della scienza e della tecnica determinando una nuova armonia di profili e di volumi». Per ottenere ciò si dovrà evitare ogni monumentalità e decorativismo, basandosi sull'evidenza della tecnica edilizia moderna: «il calcolo sulla resistenza del materiale, l'uso del cemento armato e del ferro».
Sono idee la cui validità è già stata dimostrata concretamente dalla cosiddetta «architettura degli ingegneri». Il Manifesto di Sant'Elia è esemplare: non si limita ad elencare ciò che l'edificio moderno non deve avere (monumentalità, decorativismo ecc.); descrive anche con chiarezza «la casa futurista simile ad una macchina gigantesca. Gli ascensori non debbono rincantucciarsi come vermi solitari nei vani delle scale; ma le scale, divenute inutili, debbono essere abolite e gli ascensori debbono inerpicarsi lungo le facciate. La casa di cemento, di vetro, di ferro, senza pittura e senza scultura, ricca soltanto della bellezza congenita alle sue linee e ai suoi rilievi, brutta nella sua meccanica semplicità, alta e larga quanto più è necessario, e non quanto è prescritto dalla legge municipale, deve sorgere sull'orlo di un abisso tumultuante: la strada, la quale non si stenderà più come un soppedaneo a livello delle portinerie, ma si profonderà nella terra per parecchi piani, che accoglieranno il traffico metropolitano e saranno congiunti, per i transiti necessari, da passerelle meccaniche e da velocissimi tapis roulants». A parte l'osservazione sulle scale, che conservano invece tutta la loro utilità, sia per certi trasporti, sia per l'eventuale assenza di energia elettrica, le altre idee, anche se non nuove, sono importanti, soprattutto per l'Italia, attardata nel neomedioevo e nel neorinascimento. Di grande interesse è anche il progetto di fare scorrere il traffico cittadino sotto terra, attuando totalmente quei sottopassaggi che oggi si realizzano solo parzialmente in grandi città, ottenendo maggior velocità veicolare, evitando rumori e inquinamento e restituendo altre strade alla fruizione pedonale.

Razionalismo
Il ritorno all'ordine è il programma comune per tutta l'Europa che porta al ricupero e a realtà ed alla riscoperta del mondo in stretto rapporto con l'uomo. L'architettura predilige forme razionali, idonee alla funzionalità degli edifici; la scultura e la pittura, in Italia, seguono per lo più un indirizzo classicheggiante.
Con l'espansione industriale si impone con forza sempre maggiore il problema della pianificazione urbanistica perché è indispensabile provvedere ad alloggi adeguati per le masse operaie che dalla campagna accorrono in città.
L'architettura diventa in questo modo essenziale, sintesi di forma e di funzione e si parla pertanto di architettura funzionale, che rifiuta gli stili del passato, compreso l'eclettismo, considerati inadeguati perché inefficaci. La funzione per questo motivo è il fondamentale principio estetico.
Prosegue perciò l'orientamento già manifestato dall'istituto d'arte del Bauhaus, fondato da Gropius nel 1919, che aveva l'intenzione di stabilire uno stretto rapporto tra progettazione e produzione industriale. Le esigenze pratiche del resto sono favorite dalle nuove tecnologie costruttive (calcestruzzo, ferro, vetro) perché è completamente superata la distinzione tra architettura, scultura e pittura e tra queste e la produzione delle cosiddette arti minori. Accanto all'architettura funzionale si diffonde, soprattutto in America, l'architettura organica che, pur non escludendo il funzionalismo, propone di integrare la costruzione con l’ambiente in cui essa è costruita e con l’arredamento in modo che fra l'uomo che vi abita, la natura e le suppellettili si stabilisca un rapporto di interazione. Seguono il funzionalismo di Le Corbusier, Aalto, Nervi, Michelucci, mentre è legato all’orientamento organico Wright.
L’architettura antica è bella ma non funzionale e quella moderna è brutta ma funzionale.

Bauhaus
La scuola Bauhaus è stata fondata a Dresda da Gropius nel 1919. Uno dei punti fondamentali è la ricerca di un’arte totale. Struttura portante ne è l’architettura, in quanto attività principalmente funzionale alla vita e alla società, ma con l’allargamento che abbiamo indicato, nel quale corollari principali sono la scultura e la pittura. Ne è prova significativa il primo manifesto del Bauhaus, una xilografia di Feininger. Che mostra un’antica cattedrale, di cui la torre centrale simboleggia l’architettura e le laterali la scultura e la pittura. Il Bauhaus è basato sull’ideologia democratica: insegnati e allievi che collaborano insieme, e gli allievi stessi, i migliori almeno, una volta terminiati i corsi, divengono insegnanti. Uno dei punti programmatici è l’annullamento della distinzione fra artista e artigiano, in quanto il primo è un artigiano che solo in rari momenti d’illuminazione fa fiorire l’arte; questa non si può insegnare, l’artigianato si. La vita del Bauhaus non fu facile. Se, a distanza di oltre mezzo secolo, le idee ci sembrano chiare e unitarie, in realtà esse furono lungamente dibattute, le opinioni dei vari insegnanti erano spesso contraddittorie fra loro. Ma le difficoltà principali erano d’ordine politico. Sebbene Gropius non fosse comunista e avesse anzi sempre insistito sulla non politicizzazione del Bauhaus, le idee di democrazia che venivano sostenute sul piano artistico erano tali da allarmare i conservatori. Il suo successore, Mayer, mise sotto critica il periodo precedente accusandolo di eccessivo formalismo, insistendo sulla necessità programmatica di indirizzare la figurazione sui bisogni della vita e dia anteporre i bisogni popolari al lusso. Probabilmente per ragioni politiche due anni dopo venne licenziato e l’incarico di direttore venne affidato a Van der Rohe. Nel 1932 la maggioranza nazista del consiglio comunale di Dessau decise la soppressione del Bauhaus.

Gropius
Fabbrica Fagus: edificio nel quale si fanno forme per scarpe; rientra in un tipo edilizio diverso da quelli tradizionaliin uso da secoli. Gropius costruisce un edificio in cui le aperture hanno un ruolo predominante. La fabbrica prende luce da tutte le parti, riceve al suo interno la vita che le si svolge intorno e al tempo stesso comunica all’esterno la propria vita. Se l’uso del ferro come struttura portante e del vetro come parete era un fatto acquisito già nell’800, con Gropius si aggiunge l’idea della fabbrica come parte integrante della società . Gli elementi strutturali, sottili così da non turbare l’ampia e luminosa distesa vetrata, mancano completamente agli angoli. Niente nella Fagus non è perfetto e funzionale, la costruzione è solamente una delimitazione dello spazio: anche la parete, in questo senso, assume la nuova funzione di piano, pura sezione dello spazio, che infatti perde la sua concretezza con l'adozione del vetro. La struttura si pone quindi come elemento pienamente funzionale, tende a perdere addirittura la sua concretezza per assurgere a piene forma, trasparente affinché lo spazio esterno penetri all'interno e viceversa.
Bauhaus: architettura funzionale perché la forma deriva dalle varie funzioni cui l’edificio scolastico è destinato, ognuna distaccata dalle altre ma ad esse collegata. Se vediamo la piantina, in alto c’è il settore dei laboratori, in basso quello delle aule, collegati da un corpo a ponte adibito agli uffici amministrativi sotto il quale passa una strada, mentre a sinistra, distanziato, è un corpo più alto dove sono poste le abitazioni degli allievi, cui si accede mediante un basso passaggio, sede del refettorio , dell’auditorium, e del palcoscenico. Ne consegue una forma a doppia elle, manca la facciata, o meglio ogni lato costituisce una facciata. Nel Bauhaus, poiché la forma è determinata dalla funzione e le funzioni sono tutte altrettanto importanti, non può esistere una fonte visivamente predominante sulle altre. Anche qui insieme alle strutture sono calcolati in relazione alle forze portanti, sono protagoniste le superfici vetrate per la necessità di dare luce ai locali di lavoro. Fuori dal complesso Grapius ha progettato alcune villette come abitazioni per gli insegnanti.
Teatro Totale: una cavea a gradinate ove era abolita ogni distinzione sociale nei posti, dala quale anzi ogni spettatore avrebbe avuto una visione completa, ugualmente circolare, e abolire, oltre alla separazione fra spettatori, anche quella fra questi e gli attori.
Il razionalismo rigoroso finisce quando va in America, dove trova una ambiente tutto diverso. Abbandonando per gli esterni degli edifici l’uso esclusivo del vetro accostato all’intonaco bianco così caratteristico del funzionalismo europeo , vi unisce anche la pietra, aderendo, almeno parzialmente all’architettura organica e dimostrando come sia impossibile progettare edifici validi in assoluto per ogni luogo.

Le Corbusier
Corbusier, fu soprattutto urbanista e architetto. Per risolvere i problemi posti dalla civiltà industriale, progettò e costruì edifici a misura d'uomo che fossero corrispondenti alle necessità generali. Perciò la priorità spettava all'uomo al quale era destinata l'abitazione ritenuta "macchina per abitarci", e non all'edificio a cui spesso nel passato erano subordinate le esigenze delle persone. A tale scopo egli aveva
elaborato un modulor che, tenendo conto delle misure e dei movimenti di un uomo di altezza un po’ superiore alla media, pianificava lo spazio nella progettazione degli edifici. Il problema fondamentale che si pone all'architetto ha un duplice aspetto: da un lato organizzare lo spazio urbano, in modo che la città possa accogliere agevolmente le grandi masse di lavoratori di ogni livello sociale, legate alle attività contemporanee, dall'altro lato costruire edifici capaci di rispondere alle esigenze di vita collettiva ed individuale di quelle stesse masse.
Mentre il razionalismo rinascimentale imponeva planimetrie geometriche, sottoponendo ad esse le esigenze degli abitanti, il razionalismo lecorbusieriano è funzionale, partendo dalle esigenze degli abitanti e risalendo alla forma generale.
Progetto per un'ipotetica città di 3 milioni di abitanti: egli immagina grattacieli a pianta cruciforme, allontanati dalle strade, immersi nel parco, sollevati da terra mediante piloni, in modo che i giardini, oltre che sulla copertura degli edifici, si trovino anche sotto di essi. le vie, invece che "corridoi" fra palazzo e palazzo, dovranno essere differenziate a seconda del tipo di traffico, da quello veloce a quello lento e capillare, e su livelli diversi. Progetto per un'ipotetica Parigi, Rio de Janeiro, Montevideo, San Paolo del Brasile e Algeri. In questi progetti sono previsti non più singoli grattacieli, ma enormi edifici che attraversano la città come grandi viadotti rettilinei, a croce o curveggianti; così da permettere a tutti gli abitanti la rapidità delle comunicazioni, da dar loro un vasto panorama e un'ampia illuminazione.
Questi i caratteri degli edifici:
a) impiego di pilastri di sostegno;
b) sistemazione di giardini sotto la costruzione e sopra il tetto
c) per la presenza dei pilastri inutilità dei muri portanti e quindi libero spostamento delle
pareti di ogni appartamento;
d) per la presenza dei pilastri avanzamento e rientranze di parti della facciata;
e)ampio utilizzo del vetro per la circolazione della luce negli ambienti;
ampio utilizzo del vetro per la circolazione della luce negli ambienti;
f) esaltazione di forme geometriche semplici (cilindro, cubo, angolo retto);
g) armonia di elementi ritmici e proporzionali, immagine di una nuova classicità.
Ville Savoye. Nella sua semplicità lineare ha forma di parallelepipedo. Si notano i pilastri, la lunga serie di finestre che pongono in risalto le due fasce in muratura, tinteggiate in bianco. Il giardino è lasciato al suo stato naturale, costituito da un prato e da cespugli. Altro verde si trova sopra il tetto dove è stato allestito il solarium. Nel suo complesso lo spazio è utilizzato razionalmente in modo funzionale e l'edificio consente un immediato rapporto con la natura.
Nell'ultimo periodo della sua attività Le Corbusier sviluppò i valori plastici tridimensionali, riducendo le superfici piane delle costruzioni, ed ottenne effetti emotivi. Esempio di questo orientamento è la Cappella dj Notre-Dame-du-Haut dj Ronchamp (1950-54 - Mulhouse), in cui egli dimostrò grande capacità inventiva nell'acceso contrasto, pur armonioso, tra il bianco delle pareti incurvate e la grande massa scura del tetto che si rivolge verso il cielo, come per spiccare il volo.
Cappella Note-Dame-du-Haut: superfici si plasmano verticalmente e orizzontalmente, inserendosi nello spazio mediante andamenti curvilinei e con spigoli acuti, come una grande scultura astratta armonizzando coerentemente le strutture chiare delle pareti con la massa scura del tetto.
Ospedale di Venezia: grande edificio poggiato su pilotis, che lasciano libero il terreno sottostante, e sormontato dal tetto-giardino. Contiene circa 400 alloggi e comprende tutti i servizi necessari alla vita della comunità, dai negozi ai parcheggi, dall’asilo per i bambini agli spazi per gli esercizi fisici, ai luoghi di svago.

Wright
L’architettura organica e quella che si sviluppa come un organismo da un nucleo centrale, senza schemi geometrici preordinati, vivendo liberamente nel proprio ambiente, anzi connaturandosi ad esso; è l’architettura per l’uomo, nata intorno a lui e cresciuta con lui come se fosse il suo corpo. A differenza degli architetti-urbanisti europei che procuravano alloggi decorosi agli operai accorsi a lavorare in città, compiendo una operazione sociale e politica, Wright soddisfaceva le esigenze dei ricchi borghesi che cercavano una comoda abitazione in prossimità dei gran i centri, circondata dal verde. Così nel primo periodo della sua attività costruì le Prajàe Houses (= case della prateria), ossia le ville unifamiliari, memore del pionierismo americano di carattere romantico, curando particolarmente il rapporto individuo-spazio architettonico-natura Di questo periodo, che va fino al 1910 circa, si ricorda Robie House, costruzione concepita in armonia con l'ambiente esterno, in cui lo spazio si allarga orizzontalmente ed il tetto in piano si espande e forma ampi portici; al centro dell'edificio è posto il camino, come nelle case dei pionieri, che serviva a riscaldare tutte le stanze.
Tornato in patria, dopo una serie di viaggi compiuti in Europa e in Giappone e dopo la crisi economica del 1929, Wright progettò e costruì la Casa Kaufmann, nota come Casa sulla cascata.
Casa sulla cascata:Costruita nel 1936, rappresenta il capolavoro assoluto dell'opera di Wright. Adoperando tutte le risorse della tecnologia moderna e i suoi materiali (cemento, ferro, vetro), Wright costruisce una delle opere più audaci dell'ingegneria: un edificio costruito da lastre a sbalzo incernierate su una struttura portante verticale di pietre in vista. Ma l'audacia tecnica non è fine a sé stessa: è il mezzo che gli permette di collocare l'opera dell'uomo in simbiosi con quella della natura.
La casa vive in quell'ambiente (rocce, alberi, acqua) come se vi fosse nata per germinazione spontanea, come una pianta selvatica. Tutto è costruito, tutto è studiato, tutto è calcolato, eppure tutto appare perfettamente naturale, esempio mirabile di come di come sia possibile e lecito all'uomo trasformare la natura senza violentarla. La Casa sulla cascata è l'opera più rappresentativa dell'architettura organica come integrazione nella natura: il luogo dove sorge è già di per sé l'esaltazione della natura.
Esterno. È un edificio, tutt’uno con l’ambiente, in cui è stato costruito: grandi lastre di calcestruzzo estendono lo spazio proiettandosi come terrazze sulle rocce del torrente, sulle acque, sulla vegetazione inviolata ed annullano la distinzione tra ciò che è stato creato dall'uomo e ciò che è natura. L'opera ardita ha un equilibrio straordinario tra le varie parti, che sono articolate in sporgenze, rientranze, scale e ponti, senza che sia chiaro il suo punto centrale.
Interno. È il soggiorno pavimentato con pietre scabre, che formano anche l'involucro del grande camino: attraverso le ampie vetrate penetra la luce indiretta che trapassa il verde della vegetazione, filtrando. Bassi sedili sono disposti intorno al camino e l'arredamento, molto semplice e sobrio, è orizzontale e lascia libero ampiamente lo spazio.
Guggenheim: E' situato nel cuore di New York, la caotica metropoli americana, artificiale come tutte le città, anzi più artificiale di molte altre per la sua stessa grandezza. Eppure anche per il Museo si può parlare di organicità: il dato di fatto con cui ci si deve misurare in campagna è la natura, qui è la città. L'organicità dunque dovrà essere stabilita con la città. Casa sulla cascata si protendeva verso la natura primitiva, così il Museo Guggenheim si protende verso la città, non adeguandosi ad essa per le forme esteriori, ma penetrandovi con un movimento a spirale in espansione. La prima idea della circolarità concentrica nasce dal progetto per un Planetarium. Il museo sorge da un invaso stretto e, al di sopra di una lunga fascia orizzontale, si svolge allargandosi dal basso verso l’alto, quasi irraggiandosi. Il cerchio per Wright esprime l’infinito; l’espandersi de cerchio potrebbe essere il valore dell’arte contenuta nel Museo, che, dal chiuso del contenitore, si riversa in tutti. Ma in realtà la forma esterna è dettata da quella interna: il museo non è costituito da una serie di stanze consecutive ma da uno spazio unico circolare, illuminato da una grande cupola centrale, lungo il perimetro del quale sale una rampa continua a spirale che conduce gradualmente lo spettatore al cospetto delle opere esposte.

Nervi
Fu ingegnere, oltre che architetto, perché utilizzò elementi prefabbricati di cemento armato impiegandoli con il rispetto scrupoloso delle leggi della statica. Infatti la sua tecnica edilizia era fondata su calcoli dettagliati per determinare il baricentro che avrebbe dovuto sostenere le spinte delle audaci strutture, costituenti lo scheletro della costruzione. Egli sostiene che il bello esista nell’applicazione delle leggi statiche in relazione al tipo edilizio.
Aviorimessa: struttura geodetica con elementi prefabbricati in cemento armato disposti a reticolo, sostenute da pilastri che riprendono la spinta proveniente dall’alto e la scaricano nel terreno seguendo una linea relazionata allo sforzo.
Stadio di Firenze: si distingue per l’applicazione delle leggi statiche, per la funzionalità e per la semplicità e l’eleganza. La slanciata pensilina della tribuna coperta si proietta in avanti per 22 m. e, sostenuta da travi ricurve di cemento armato, scarica il suo peso su pilastri verticali situati dietro la tribuna stessa. Fra gli altri particolari si ricordano le scale elicoidali, situate dalla parte opposta della pensilina, che consentono l'accesso alle tribune e si fanno ammirare per il loro dinamismo spaziale e devono essere viste in relazione al movimento espansionale dal basso verso l’alto delle gradinate, movimento accentuato dal ritmo creato dalle linee orizzontali a dalla tensione verso l’esterno dei costoloni di sostegno; l'alta torre di Maratona, simbolo significativo dell'orientamento futurista.

Michelucci
Architetto e urbanista, fu seguace del razionalismo funzionale, si preoccupa della funzione e dell’inserzione ambientale.
Stazione di Firenze: è la stazione centrale, detta di Santa Maria Novella, perché situata di fronte alla chiesa ed al convento omonimi. Michelucci, che insieme con altri giovani architetti aveva firmato il progetto risultato vincitore su 107 concorrenti, dovette superare la difficoltà di armonizzare l’edificio ferroviario con la presenza e della basilica A questo provvide impiegando la pjetra forte toscana che accordava il proprio colore con quello della chiesa prospiciente. Altro problema derivava dal fatto che la stazione fiorentina non è "di transito" bensì "di testa": i binari si arrestano e i convogli, per proseguire verso altra destinazione, devono invertire il senso di marcia. Ciò comportava l'estensione prolungata della facciata in rapporto al numero dei binari. Così, per superare la monotonia della facciata stessa, è inserito un corpo aggettante, luminoso per le ampie vetrate, destinato alla sosta delle automobili per la discesa dei viaggiatori in partenza. Alle due estremità della facciata sono collegati, ad angolo retto, due corpi laterali che corrono lungo i binari, per i servizi. Per la sobria eleganza e per la funzionalità, la stazione fiorentina fu un modello per altri edifici analoghi, come, ad es., per la Stazione
Termini di Roma.
Chiesa di S. Giovanni Battista: rasenta l’informale per l’assoluta libertà e complessità tanto della planimetria, quanto dei rapporti volumetrici esterni e spaziali interni date dall’abbandono delle linee rette e dai volumi semplificati; c’è qualcosa di organico, perché il movimento apparentemente incontrollato della struttura, con le sue flessioni e inflessioni, mentre vivifica la piatta pianura in cui è posta, si accorda al tempo stesso con i vicini colli.

Esempio



  


  1. Andrea Cacciottari

    sto cerando relazione su temA FUTURISMO DI BALLA

  2. Andrea Cacciottari

    Sto cerccandoil remoto di Vinceni.