arte romanica

Materie:Riassunto
Categoria:Arte
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Testo

HAUSER – FEUDALESIMO ED ARTE ROMANICA
L’arte romanica fu monastica ed aristocratica. Si sviluppò una solidarietà tra la nobiltà e il clero che non era data dalle loro comuni origini aristocratiche ma dai loro rapporti economici, nei quali i nobili concedevano potere e terre al clero. Ci furono perciò anche delle forti somiglianze tra gli edifici che accoglievano queste due caste: infatti i conventi e le abbazie apparivano incassabili proprio come i castelli dei principi o baroni. Il rapporto con il re invece si era totalmente invertito: egli aveva tanto potere quanto i nobili gli concedevano ed il titolo reale era non più ereditario, prerogativa che invece era passata al titolo nobiliare. Si sviluppa in questo periodo la necessità di una cavalleria corazzata per difendersi dagli attacchi degli Arabi e la necessità di soldi per mantenere un efficiente apparato amministrativo. Il feudalesimo per ovviare a queste necessità concede ai nobili terre e poteri amministrativi e giudiziari; cosi nasce il nuovo rapporto che caratterizzerà il medioevo, ovvero il vassallaggio: questo si basava sulla totale fiducia tra vassallo e signore e una totale protezione dal signore verso il vassallo.
Per quanto riguarda i commerci si può dire che era presente un’economia di sussistenza e che i commerci erano molto ridotti (detto economia domestica chiusa). Un quadro così rigido però non poteva essere corretto perché, anche se non c’è lo stimolo a produrre un surplus di prodotto, un minimo di scambi si mantiene sempre. Alla staticità economica corrisponde anche una staticità nell’arte e nelle scienze.
La chiesa nel medioevo, plenipotenziaria, utilizza la volontà divina per dare una supporto alla teocratica gerarchia che si era creata all’interno del sacerdozio. Inoltre iniziano a sorgere le prime chiese romaniche. L’arte romanica è semplice e uniforme e non si ritrova più né il gusto raffinato della corte né lo spirito della città. Le regole per l’arte romanica sono RIGORE FORMALE E STRAZIONE DALLA REALTA’.
Le chiese sono massicce e per questo vengono dette “fortezze di Dio” , non vengono innalzate per i fedeli ma per la gloria di Dio. Per innalzare queste chiese i nobili danno il loro contributo e il re, non avendo una dimora stabile, alloggia ora da un vescovo ora da un altro. La Chiesa inoltre diventa l’unica committente di immagini sacre e cosi produrre un’immagine sacra diventa come fare un sacrificio, un’offerta a Dio. Non si riesce a distinguere la soglia tra sacro e profano perché il clero ha intrecciato molto bene questi due fattori. L’arte diventa un’esclusiva della chiesa perché i fedeli, così ingenui, non potrebbero capire le immagini dato che in ognuna di esse è presente un forte simbolismo.
Per quanto riguarda i temi rappresentati sulle chiese possiamo dire che la figura umana prende il suo posto sul cornicione architettonico insieme ad animali e piante. Nelle illustrazioni invece i componenti della società insieme a bestie fantastiche si riuniscono per far nascere un unico fiotto pullulante di vita. Spesso sui cornicioni delle chiese troviamo il tema principale e preferito dal clero: il Giudizio Universale, che veniva rappresentato per intimorire gli animi e le menti. L’arte carolingia si rifiuta di rappresentare il Cristo come tormentato e sofferente perciò viene istituita la regola di rappresentarlo vestito, con gli occhi aperti ed incoronato.
L’arazzo di Bayeux esprime una concezione dell’arte molto diversa da quella romanica, che si potrebbe definire quasi profana. Infatti narra in maniera molto descrittiva la presa dell’Inghilterra da parte dei Normanni e usa l’arte gotica, ciclica, che è molto diversa dall’arte romanica che invece è semplice. Non si sa quale ampiezza abbia raggiunto la produzione profana ma mai potrà raggiungere quella delle immagini commissionate dal clero.
Non si parla ancora di ritratto, poiché l’arte carolingia è antindividualistica, ma si può trovare una tecnica del ritratto nelle statue monumentali oppure nei sepolcri, dove ormai il ritratto del defunto costituiva il fulcro delle rappresentazioni tombali.

Elena Formica IB

Esempio



  


  1. aurora

    mi servono riassunti su l'Anfiteatro Flavio


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