Analisi del dipinto "Emile Zola" di Edouard Manet

Materie:Appunti
Categoria:Arte

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Testo

Edouard Manet, Emile Zolà

Stefano Dusnasco
Classe IV A
DATI TECNICI:
Autore: Edouard Manet.
Manet nacque nel 1832 da una famiglia agiata e frequentò il Collège Rollin ma con scarsi risultati, infatti era più portato per la pittura ed era sostenuto in questo dallo zio materno che lo portava a visitare il Louvre e gli pagava le lezioni di disegno. Il padre si oppose fortemente alla carriera artistica del figlio ed volle che entrasse in marina, ma questi non superò nemmeno l'esame d'ammissione, così il padre dovette cambiare idea e permise al figlio di seguire la carriera artistica. Edouard decise di studiare con il ritrattista e pittore storico Thomas Couture, artista di grande successo esponente della scuola classicista.
Manet, anche dissentendo apertamente dalla impostazione del maestro, terminò il corso in sei anni, acquisendo uno stile fortemente e solidamente tradizionale; infatti la sua rivoluzione non era nella tecnica usata ma nella scelta dei temi rappresentati. Lo stesso anno aprì un suo studio con Albert de Balleroy.
Durante questi anni Manet intraprese molti viaggi in giro per l'Europa (Germania, Olanda, Austria, Spagna ed Italia), svolgendo i lavori nei maggiori musei e conoscendo i maggiori artisti ed intellettuali dell’epoca.
Verso la fine del 1862 il padre del pittore morì e l'eredità gli consentì l'indipendenza economica per il resto della vita e la possibilità di dedicarsi completamente all'arte.
Nel 1980 espose le proprie opere a Boston, negli USA, e due anni dopo gli venne conferita la Legione d'Onore.
Morì infine a Parigi nel 1883, dopo lunga malattia.
Data: la realizzazione di questo dipinto risale all’anno 1868.
Tecnica e materiali usati: il Ritratto di Émile Zola è un dipinto ad olio su tela.
Dimensioni dell’opera: 146 X 114 cm.
Tipologia formale:
Il dipinto è un ritratto, un genere dalla tradizione ben consolidata,come lo è l’impianto dell’opera.
Collocazione: Attualmente è conservato al Musée d'Orsay di Parigi.
DESCRIZIONE DEL SOGGETTO:
Soggetto o contenuto dell’opera:
Il dipinto raffigura Émile Zola, uno scrittore amico di Manet che in uno scritto prese le sue difese e quelle di tutti i pittori impressionisti.
Come gesto di ringraziamento, Manet esegue un ritratto dell’amico in cui Zola è raffigurato seduto accanto a una scrivania mentre legge un libro, una copia della Histoire des peintures di Charles Blanc, uno dei testi prediletti da Manet.
Sul tavolino sono presenti i simboli del mestiere: l’inchisotro, alcuni volumi (tra cui spicca la monografia sul pittore) e la pipa.
Il volto barbuto dello scrittore risalta prepotentemente contro la giacca e lo sfondo nero, mentre lo spazio è chiuso a sinistra da un paravento giapponese.
Sulla parete sono appesi dei disegni: una stampa giapponese, uno schizzo di Olympia ed una copia del Trionfo di Bacco di Diego Velázquez che sottolinea l'amore del pittore per l'arte spagnola.
Notizie sul soggetto o sull’evento:
Nel 1868 presenta al Salon questo ritratto di Zola, uno scrittore che ne aveva difeso le opere in un articolo intitolato “Manet al Salon del 1866”. Da questo momento nacque una profonda amicizia, da cui derivò la creazione di questo dipinto.
ANALISI DEGLI ELEMENTI DEL LINGUAGGIO VISUALE:
Segno: Il segno, strettamente legato alla tecnica utilizzata, appare significativo sotto l’aspetto visivo.
Linea: La linea, presente sia andamenti continui che spezzati, assume valore decorativo e rappresentativo. Essa definisce la figura segnandone il perimetro.
Superficie: Il supporto della tela fornisce una base omogenea, assorbendo in modo adeguato i colori e evitando differenze di densità; non vi sono grumi di colore, ma uno strato uniforme causato dall’uso esclusivo di un pennello di dimensioni grosse.
Colore: Ciò che colpisce particolarmente è la delicatissima esattezza dei rapporti tonali, donando una singolare nitidezza all’opera. I valori cromatici degli oggetti presenti sul tavolo formano un’intera gamma di tinte tendenti al marrone.
Anche se nella foto non è ben visibile, il dipinto è pervaso da una grande luminosità, che dà un importante apporto all’espressività del quadro. Lo studio accurato della luce e del colore è tipico degli impressionisti e Manet non fuoriesce da questi canoni. Le ombre, invece che nere, benché meno luminose, sono anch'esse formate da colori, per lo più "complementari". L'uso dei complementari diventa cosciente e sistematico e genera la luminosità del quadri.
Non vi è il minimo effetto forzato, il personaggio appare immerso in una specie di lieto chiarore che riempie la tela.
INDIVIDUAZIONE DEI VALORI ESPRESSI:
Significato “nascosto” nel tema prescelto:
Emile Zolà è ritratto nell’atto di leggere un libro, precisamente Histoire des peintures di Charles Blanc, uno dei testi prediletti da Manet. L’inserimento di questo libro nel quadro rimanda alla volontà di Manet di accostarsi agli altri artisti, sia contemporanei che non.
La stampa giapponese richiama il fascino che il Giappone esercitò sull’artista, il cui grande desiderio fu sempre quello di visitare le meraviglie di quel distante ma attraente luogo.
Inoltre questo tipo di arte divenne di grande attualità dopo l’Esposizione Universale del 1867.
In un contesto tradizionale, quindi, Manet non rinuncia a sottolineare la novità della sua pittura e i suoi nuovi riferimenti, pienamente condivisi dall’autore.
Sul tavolo sono presenti alcuni oggetti dalla forte valenza simbolica: dei libri e un calamaio con l’inchiostro che rappresenta l’attivita di critico e scrittore di Emile Zolà e una pipa, che rappresenta la mondanità dell’amico; che fu infatti coinvolto in diversi scandali di origine mondana.
Lo schizzo di Olympia appeso al muro rappresenta l’ammirazione per propri lavori e l’amicizia che legava i due artisti, infatti Emile Zolà possiede questo quadro dell’amico (seppure in forma di schizzo). E’ da sottolineare il fatto che questo dipinto fece molto scalpore poiché una prostituta venne rappresentata nuda come una dea. Perciò, aver riportato questo dipinto in un altro quadro, sottolinea come l’autore non sia affatto pentito di ciò che ha disegnato nell’Olympia, ma rimane consapevolmente fermo sulle proprie convinzioni e caratteristiche espressive.
Infine l’ultimo dipinto appeso alla parete raffigura il Trionfo di Bacco di Diego Velázquez che sottolinea l'amore di Manet per l'arte della Spagna, da cui trasse spesso inspirazione e in cui fece anche un viaggio.

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