Siddharta

Materie:Scheda libro
Categoria:Antologia

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Testo

SCHEDA LIBRO DI: SIDDHARTA

BIOGRAFIA DELL’ AUTORE: HERMANN HESSE

Hermann Hesse nasce Il 2 luglio 1877 a Calw, in Svevia, ai piedi della foresta nera, dal secondo matrimonio della madre. La Sig.ra Maria Hesse è una donna colta e appassionata di letteratura, il padre Johannes uomo erudito e dalla personalità spiritualmente ricca, con uno stile di vita ascetico; entrambi vivono e lavorano in India come missionari. Per ragioni di salute Johannes è costretto a tornare in Europa con la famiglia, a Calw, dove lavorerà nella casa editrice del suocero. Hermann è un bambino difficile e ribelle, e poco incline a seguire la tradizione famigliare di stampo rigidamente calvinista, i genitori cercano di educare i loro cinque figli nell'osservanza di quei principi.
Nel ginnasio della città, che il ragazzo frequenta controvoglia, risulta fra i primi della classe, impara diverse lingue, e, nel frattempo prende lezioni private di violino, latino e greco. Nel 1891 accede al Seminario di Maulbronn, un istituto di formazione classico di stampo piuttosto rigido. In seguito ad un tentativo di suicidio viene ricoverato in una clinica per malati di nervi, ma fortunatamente i genitori gli concedono di tornare a Calw per portare a termine il ginnasio.
Il giovane Hesse riesce, nonostante ripetuti conflitti interiori, e in contrasto con le decisioni famigliari ad assecondare la propria volontà.
Nell'ottobre 1895 inizia un apprendistato come libraio a Tubinga che durerà tre anni e gli farà conseguire l'indipendenza dalla famiglia. Gli eventi di quel periodo lo portano a Basilea per alcuni anni d occuparsi di libri di antiquariato, quindi appena sposato, già libero scrittore, sulle rive del lago di Costanza fino a che, di ritorno da un viaggio in India si trasferisce definitivamente in Svizzera, nel Canton Ticino.
Divorzia sia dalla prima che dalla seconda moglie, dal primo matrimonio con Maria Bernoulli nascono tre figli. Solo la sua terza moglie Ninon Ausländer, una storica dell'arte, austriaca di origine ebraica, rimane vicino al poeta fino alla fine.
Dopo i primi successi letterari Hesse trova una schiera di lettori sempre crescente, che inizia nel suo paese e si estende gradualmente in Europa, in Giappone e dopo l'assegnazione del Nobel per la letteratura nel 1946, in tutto il mondo.
Muore a Montagnola il 9 agosto 1962 in seguito ad una emorragia cerebrale.

Hesse appartiene alla generazione di Thomas Mann, Rilke e Hofmannsthal, al pari di altri grandi letterati subisce oltre al fascino del grande romanziere russo Dostoevskij, l'influenza del pensiero di Freud, inoltre, è -particolarmente predisposto all'introspezione e all'autoanalisi in ragione dell'educazione ricevuta.
Altrettanto importanti, per quanto concerne la formazione filosofica e di filosofia della storia del poeta fu in particolare il pensiero di Fiedrich Nietzsche, a lui si ispira Hesse quando, durante la Prima guerra mondiale, biasima la mentalità nazionalistica dei suoi compatrioti. Considerare una vittoria come sconfitta e al contrario i periodi di profonda umiliazione come preparatori ad un rinnovamento spirituale: questo pensiero dialettico, attraversa come un filo conduttore tutti gli scritti di Hesse, nella misura in cui egli si prefigge di conciliare posizioni tra loro inconciliabili e considerarle come diversi aspetti di un fenomeno da portare ad una sintesi.

RIASSUNTO DEL LIBRO

Siddharta, figlio di un Brahamino, si esercitava sin da bambino, con il suo amico Govinda, nell'arte oratoria ed in esercizi di spiritualità. Il ragazzo studiava con passione ed impegno, ed i suoi genitori erano molto orgogliosi di lui, inoltre aveva un aspetto piacevole e modi garbati, così da essere molto ammirato dalle ragazze e amato da tutti.
Siddharta però non era in pace con se stesso perché era alla ricerca di un qualcosa in più: dell'eterna felicità, così decise di diventare un Samana e abbandonò la famiglia per affrontare questo cammino, l'amico Govinda lo seguì.
I due ragazzi, istruiti da un vecchio Samana, praticarono insieme la spersonalizzazione, la concentrazione mortificando il proprio corpo e i propri sensi, così com'era previsto dalla dottrina di questi asceti.
Siddharta aveva fatto molti progressi e Govinda pensava che sarebbe diventato un santo, ma il ragazzo non era ancora soddisfatto e un bel giorno i due abbandonarono i Samana per seguire Gotama, un carismatico Buddha, sempre circondato da giovani discepoli. Govinda rimase affascinato dalla serenità di Gotama e divenne un suo seguace. Siddharta, pur approvando le parole del Buddha, aveva un atteggiamento più critico. Un giorno mentre procedeva solo nel bosco, si sentì finalmente "vivo" come rinato, riusciva finalmente ad emozionarsi e a sentirsi partecipe del mondo che lo circondava. Doveva decidere cosa fare, non si sentiva di tornare dalla sua famiglia perché ambiva a fare altro, così decise di proseguire il suo cammino da solo animato da un nuovo ottimismo.
Arrivò così in riva ad un fiume e qui ebbe un incontro premonitore, il barcaiolo che lo traghettò gratuitamente sull'altra sponda gli disse di non preoccuparsi perché tutto "torna indietro" lo aveva imparato dalle acque del fiume.
Siddharta continuò il suo cammino e arrivò così in un villaggio dove incontrò una donna molto bella che risvegliò i suoi sensi, ma decise di continuare per la sua strada. All'ingresso della città si imbattè in una lettiga con quattro portatori, in cui sedeva una fanciulla coperta da un parasole variopinto, incuriosito si fermò a guardare la dama che si rivelò di una bellezza luminosa e sensuale, di aspetto curato e occhi vivaci ed intelligenti, decise di rivederla e si preparò con cura all'incontro.
La fanciulla si chiamava Kamala e aveva le idee chiare, gli spiegò che se voleva stare con lei ed amarla doveva trovarsi un lavoro ben pagato, perché lei voleva vivere negli agi ed amava i regali.
Siddharta affascinato da lei accettò, e Kamala gli consigliò di andare dal mercante Kamaswami, che lo avrebbe aiutato a trovare un impiego. Il mercante, uomo di mondo, insegnò molte cose a Siddharta , che a sua volta era un ottimo allievo e in poco tempo fu in grado di partecipare attivamente nella vita commerciale del padrone, anche se Kamaswami percepiva che quella forse non era la scelta più consona alle esigenze del ragazzo.
Il rapporto con Kamala continuava, Siddharta ormai uomo, diventava sempre più ricco manche più avaro e si attaccava sempre più alle cose materiale, si era incupito ed aveva assunto quell'aria di insoddisfazione tipica delle persone ricche.
Il denaro era diventato uno dei suoi incubi mattutini e si era accanito al gioco dei dadi. Una notte ebbe un sogno premonitore che lo indusse a riflettere sulla sua vita, e si tornarono in mente suo padre e il suo amico Govinda. Quella stessa notte Siddharta lasciò per sempre la città, ignaro di attendere un figlio da Kamala.
Siddharta era così disgustato da sé stesso da desiderare la morte, così giunse al grande fiume nel bosco e si lasciò andare in acqua, ma la vita ebbe il sopravvento dentro di lui così svenne. Si risvegliò come un uomo nuovo e vide davanti a lui un monaco che lo vegliava, era Govinda. Siddharta si rivelò e l'amico rimase molto stupito, chiacchierarono per un po' e quindi si salutarono.
Siddharta doveva recuperare il tempo perduto e ricominciare tutto dal principio. Il fiume lo aveva fatto rinascere pieno di gioia e lui iniziava a provare affetto per quelle acque purificatrici.
Preso dalla fame raggiunse il traghetto dove incontrò il barcaiolo che parecchi anni prima lo aveva traghettato, Vasuveda lo invitò a pranzo, e dopo averlo riconosciuto, gli propose di vivere a casa sua, dicendogli che dal fiume avrebbe imparato altre cose, e così fu.
Siddharta apprese che il tempo non esiste e che il fiume racchiudeva in sé tutte le voci delle creature viventi, l'unione di queste voci dava vita al suono del sacro Om. Più il tempo passava e più i due uomini si assomigliavano, tanto da sembrare due fratelli.
Per la prossima morte di Gotama si misero in cammino molti pellegrini suoi seguaci, tra questi c'erano anche Kamala e il piccolo Siddharta, stanca per il viaggiò la donna si addormentò sotto un albero e venne morsa da un serpente. Madre e figlio arrivarono faticosamente in riva al fiume, Vasuveda li trovò e li portò a casa sua, Kamala morì nello stesso giaciglio in cui era morta la moglie del barcaiolo.
Al piccolo mancava la madre e si chiudeva in sé stesso, era un bambino viziato e autoritario ma il padre lo amava. Un bel giorno il figlio affrontò duramente il padre e poi scappò con la sua barca e il denaro dei due barcaioli che iniziarono subito a cercarlo, passarono anche per la città dove Siddharta aveva vissuto con Kamala, e qui il padre capì che, pur soffrendo, doveva lasciar andare il figlio.
Siddharta soffriva per la mancanza del figlio e si sentiva deriso dal fiume, intanto, con il passare del tempo si indeboliva. Un giorno all'improvviso sentì di nuovo la voce del sacro Om, Vasuveda si rivelò all'amico come un pari del Sublime Gotama e se ne andò nel bosco circondano da una luce splendente.
Nel frattempo Govinda, che per lungo tempo aveva sentito parlare del barcaiolo, decise di andare a trovarlo e incontrò nuovamente il suo vecchio amico senza riconoscerlo. Sidharta gli insegnò cosa aveva imparato dal fiume, si fece baciare la fronte dall'amico e vide così moltissimi volti di animali e persone. Govinda capì la "forza divina" dell'amico e si inchinò solennemente davanti a lui che gli sorrideva serenamente.

PERSONAGGI PRINCIPALI

Siddharta: è il protagonista della vicenda, che cerca di vivere la vita in tutta la sua pienezza, passa da un'esperienza all'altra, dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica al mondo duro degli affari, e non si ferma presso nessun maestro, non considera definitiva nessuna acquisizione perché cerca il "tutto", che si veste di mille volti cangianti. Alla fine quel tutto: la ruota dell'apparenza rifluirà dietro il perfetto sorriso di Siddharta, quel sorriso che egli stesso aveva venerato tantissime volte nella figura di Gotama il Buddha.

Govinda: è il miglior amico di Siddharta per il quale ha una predilezione, lo segue in tutte le decisioni fino a quando non sarà pronto per decidere da solo, infatti lui diventerà uno dei tanti monaci seguaci di Gotama. Govinda è di indole tranquilla ed è un amico fedele, ciò che lo accomuna con Siddharta è la curiosità.

Kamala: è la bella e sensuale fanciulla che insegna "l'amore" a Siddharta, lei lo amerà e darà alla luce il loro bambino. E' una donna vivace e intelligente, che comprende di non poter trattenere il suo compagno perché lui ha bisogno di percorrere il suo cammino spirituale fino in fondo.

Vasuveda (il barcaiolo): è la persona che aiuta pazientemente Siddharta a leggere in se stesso e ad ascoltare la voce del Sacro Om, si rivelerà il suo aiuto divino sulla terra.

Gotama: è il Buddha, dai modi pacati, sereni e rassicuranti, ha molti seguaci tra i quali Govinda e Kamala.

Kamaswami: è il mercante che insegna a Siddharte l'arte del commercio e lo prende a lavorare con sé.

Il padre di Siddharta: è un Bramino, voleva che il figlio seguisse la sua stessa strada così ,quando il figlio lo mette al corrente della sua decisione di seguire i Samana va su tutte le furie, ma infine si rassegna.

Il figlio di Siddharta: è un ragazzino cresciuto negli agi, viziato e autoritario, al quale manca la figura paterna. Il padre, pur dispiaciuto, capirà che il ragazzo ha bisogno di percorrere la sua strada, così come è stato concesso a lui.

LO SPAZIO

La storia si svolge in luoghi diversi in cui lo spazio non ha, a mio parere, un ruolo chiave, bensì un ruolo simbolico. In un mondo frenetico come quello della città il protagonista sarà portato, alla fine, a comportarsi come gli uomini-bambini; si lascia inghiottire dalla foga della città, si immerge nella corrente delle strade e si ferma nella piazza.
L’ ambiente del bosco è il luogo in cui Siddharta avverte la percezione della "vita", e in seguito ritroverà se stesso nello stesso luogo; anche Vasuveda si allontana nel bosco circondato dalla sua aura. Il bosco richiama alla pace, alla ricerca interiore e alla serenità, infatti riesce ad ascoltare le acque del fiume e sentire, finalmente, la voce del sacro om.

IL TEMPO

Assistiamo al fluire della vita di Siddharta senza leggere una data, si deduce, così com'è stato detto da uno dei personaggi, che il tempo ha un'importanza relativa, è molto più importante trovare la pace interiore, ogni persona ci metterà il tempo che serve: es. Govinda e Siddharta, il cammino di quest'ultimo è più lungo e travagliato. Comunque si può capire che la vicenda copre un arco di tempo abbastanza lungo, cioè tutta, o quasi, la vita di Siddharta.

IL NARRATORE E LA FOCALIZZAZIONE

Il narratore è la voce narrante, si tratta quindi di un narratore esterno, c’è però da dire che si possono trovare dei dialoghi fra i personaggi; il narratore è onnisciente, perché sa tutto ciò che succede e che succederà.
La focalizzazone è pari a zero perché il narratore è onnisciente, ma, a mio parere, ci sono dei punti in cui la focalizzazione è interna, poiché dal punto di vista dei personaggi.

VISIONE DELLA REALTA’

L'autore vuole trasmetterci un messaggio: ognuno deve poter scegliere di seguire la propria strada e la propria indole, la strada non è sempre indolore, a volte e ripida e tortuosa, ma solo così si può arrivare alla serenità interiore. Nel caso particolare Siddharta cerca ancora di più, cerca il "tutto" a questo traguardo non arrivano tutti, è una scelta di pochi eletti. Quelli che seguono le dottrine senza capire o cercare, come fa Siddharta, sono i più deboli.
L'autore ribadisce, attraverso il protagonista, che è importante non perdere lo spirito critico nelle scelte che la vita ci porta a fare.

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