la luna e i falò - Cesare Pavese

Materie:Scheda libro
Categoria:Antologia

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Data:18.01.2007
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Testo

La luna e i falò
Cesare Pavese
Anguilla è ritornato dall’America dopo la seconda guerra mondiale nel suo paese nativo, Genova. Qui rincontra Nuto, migliore amico della giovinezza. Con lui ripercorre un passato lontano e pieno di sofferenze e visita le cittadine, le valli dove trascorse i suoi anni migliori lasciandosi trasportare dai ricordi di giovinezza. Egli ritorna a Gaminella, dove aveva passato i primi anni della sua vita; il casotto appartiene ora al Valino, uomo burbero e violento, insieme con lui convivono due donne e un bambino rachitico, anch'egli bastardo che si chiama Cinto. Insieme a questo rivisita i beni abbandonati tanti anni prima. Camminando lungo la ferrovia Anguilla si ricorda di quando era in America e cercava di trasferirsi in Messico. I due morti ritrovati dal Valino provocano molte chiacchiere in paese; la gente e il prete si schierano contro i partigiani e i comunisti, suscitando l'ira di Nuto. Il racconto ora passa alla descrizione della sua giovinezza. Anguilla dovette andare a lavorare, ancora tredicenne, alla cascina della Mora, dove imparò in fretta un gran numero di mestieri.Il padrone, sor Matteo aveva tre figlie bellissime: Silvia, Irene e Santina che erano l'oggetto del desiderio del giovane. Ma egli è solo un servo e il suo amore sarà sempre nascosto. Il protagonista crebbe giocando con gli altri giovani servi della Mora e socializzò soprattutto con uno più grande di lui, Nuto. I suoi unici divertimenti si fondavano nella lettura e nell'ascoltare i racconti popolari di cui Nuto era un grande conoscitore. I ricordi portano il narratore all'epoca in cui anch'egli aveva conosciuto l'amore, quando si trovava a Genova. Amava Teresa, la domestica di casa ed era felice, ma capì che era destino che non continuasse. In America ne aveva trovata un'altra, Rosanne, bastarda come lui, con la quale aveva ritrovato la felicità, ma solo per qualche mese; ella lo aveva abbandonato in cerca di gloria. Di ragazze Anguilla ne aveva conosciute tante altre, ma Silvia e Irene erano rimaste per sempre impresse nella sua memoria. Allora le giovani avevano numerosi pretendenti. La lunga serie di ragazzi con cui le due corteggiavano nei campi comprendeva Arturo, figlio di un medico, e un suo amico toscano, che non furono accettati dal sor Matteo; Cesarino di Canelli, un inetto ma ricco, e un motociclista padrone di terre a Crevalcuore; nuovamente Arturo finché non sembrò che Irene dovesse morire di tifo. Della Mora non rimaneva più nulla. Anche il protagonista stesso si accorge di essere cambiato, trasformato dal viaggio; e mentre rende partecipe delle sue riflessioni anche Nuto, ansimando li raggiunge Cinto, che è sconvolto. Il Valino, in preda all'ira ha appiccato il fuoco alla casa, ucciso la cognata frustandola con la cintura, ha bruciato viva l'altra donna, Cinto si è salvato perché lo ha minacciato con un coltello; infine l'assassino si è tolto la vita impiccandosi. La narrazione riprende da dove si era fermata; il motociclista lasciò la Silvia per mettersi con un'altra, Irene guarì dalla malattia. Nella casa di sor Matteo avvennero tante disgrazie: Irene rimase senza il suo Cesarino, il sor Matteo morì, Silvia, che era incinta, ricorse all'aborto e morì per una forte emorragia; Irene fu costretta allora a sposare Arturo, ma anche questo matrimonio si concluse tragicamente. Anguilla ricorda poi una festa di gioventù durante la quale Nuto esibiva le sue qualità di musicante; purtroppo quella sera dovette accompagnare anche le due ragazze e per sorvegliare il cavallo non poté divertirsi anche lui. Infine giunge il momento della partenza; dopo aver affidato Cinto alle cure di Nuto, fa un'ultima passeggiata col suo amico verso Gaminella; Nuto coglie l'occasione per raccontargli come morì l'ultima delle figlie di sor Matteo, Santa. Ella, la più bella delle tre, si fidanzò con uno dei soldati delle brigate nere, però, nell'estate del '43, cadde il fascismo, cominciò a subire persecuzioni da parte dei partigiani. La giovane sembrava fedele ed era sempre informata sui movimenti dei fascisti; Baracca, il capo delle squadre partigiane della zona, aveva però intuito l'imbroglio e ordinato la cattura di Santa. Dopo averla fucilata, i partigiani cosparsero il suo corpo di benzina e con esso accesero un falò.
1)IN QUALE TEMPO STORICO SONO NARRATE LE VICENDE?
Le vicende sono ambientate nel periodo del dopoguerra e si notano i caratteri fascisti e partigiani di quell’epoca.
2) E’ RISPETTATO L’ORDINE CRONOLOGICO ?
no, non è rispettato perché si continuano a fare continui flashback .
3) IN QUALI SPAZI AVVENGONO LE VICENDE?
La storia si svolge nella zona posta tra le langhe e il monferrato e vengoni citati da Pavese paesi della zona come Santo Stefano Belbo, Canelli e molti altri.
4) COME VENGONO RAPPRESENTATI I PERSONAGGI PRINCIPALI?
Anguilla: E’ il protagonista del romanzo e può essere considerato come lo stesso Pavese. Viene visto come un uomo molto legato ai ricordi. Nel romanzo viene molto spesso indicato con il termine bastardo, poiché è orfano sia di padre sia di madre e non si sa chi sono i suoi genitori naturali. È stato allevato da una famiglia di contadini, Padrino e Virgilia. in alcune parti del romanzo viene visto come “Cenerentola”, perché, quando sarà al servizio da sor Matteo, le sue tre figlie lo vedono come lo schiavo e non lo considerano.
Nuto: E’ il miglior amico di Anguilla ed è una persona dalle molteplici capacità che ha svolto tantissimi tipi di lavoro. Suona.il clarinetto. E’ un uomo che, come viene detto nel romanzo, “che di tutto vuol darsi ragione” e sostiene che “il mondo è mal fatto e bisogna rifarlo”. A questo personaggio l’autore affida il suo moralismo e la sua ansia di liberazione umana. Rispetto ad Anguilla svolge un ruolo di completamento e di opposizione. Non è mai andato in giro per il mondo e la sua realtà è stata sempre quella di del contadino di paese.
Santa: E’ la più bella delle tre figlie di sor Matteo, uomo presso cui lavorava Anguilla. Alla fine del romanzo, quando si trova il vero tema del falò, viene uccisa mentre aveva indosso un vestito bianco, che può essere intesa come una veste sacrificale. Si era fidanzata con uno dei militari delle brigate rosse; un giorno fu presa dai partigiani, venne fucilata, cosparsa di benzina e con lei venne acceso un falò.
Irene: è un’altra delle figlie di sor Matteo. Suonava il pianoforte. La sua vita sentimentale fu abbastanza sfortunata. Infatti, si sposò con Cesarino che morì; dopo la morte di suo padre e sua sorella Silvia fu costretta a sposare Arturo, ma anche questo matrimonio si concluse tragicamente. Prima di sposarsi fu anche colpita dal tifo ma riuscì a guarire. Lei insieme a sua sorella Silvia erano sempre rimaste nella memoria di Anguilla anche se è stato lontano per parecchio tempo.
Silvia: E’ la prima delle figlie di sor Matteo. Era una ragazza che si offrì a molti ragazzi e tra questi c’era un motociclista che la lasciò per mettersi con un'altra, in seguito si mise con un ricco ragioniere di Milano in confidenza con il podestà, ma dopo poco tempo finì anche questa storia. Rimase incinta e dovette abortire e a causa di un'emorragia morì.
Cinto: Era un ragazzino rachitico che fa da Cicerone ad Anguilla. Suo padre Valino era una sorte di padre-padrone e molto ingiusto. un giorno questo uccise la cognata di frustrate e incendiò la casa bruciando un’altra donna viva e infine si impiccò. Cinto riuscì a salvare solo grazie ad un coltello. Anguilla affida il bambino alle cure dell’amico Nuto. L’adulto si identifica nel bambino e cerca di trasmettergli la voglia di fuggire.
5) QUALI TEMI SONO PRESENTI NEL TESTO ? QUAL’ E’ QUELLO DOMINANTE?
I temi principali sono il tema dell’origine della provenienza, il ricordo del passato e l’affrontare il presente senza rimpiangere i ricordi passati.
6) COSA TI HA INTERESSATO NEL TESTO, PER QUALE MOTIVO?
Mi ha interessato molto come Anguilla, tornato dall’America, ha ritrovato il suo paese dov’è cresciuto e come l’ha trovato così differente eppure così uguale a com’era una volta.
7) QUALI RISFESSIONI E QUALI SENSAZIONI TI HA SUSCITATO?
Mi ha fatto riflettere su come il posto in cui sono nata e in cui sono cresciuta possa cambiare nettamente eppure com’è possibile che tutto nel cuore possa rimanere identico a com’era nei momenti più gioiosi della mia vita.
Testa Eleonora Cl.IC 18/01/2007

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