I Malavoglia, Verga

Materie:Scheda libro
Categoria:Antologia
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Testo

Verga, Giovanni, I MALAVOGLIA, pagg. 272, 1985, Mondadori, 1881.
LA STRUTTURA NARRATIVA
1) I° Macrosequenza:
- ‘Ntoni, dopo i vani tentativi della famiglia di farlo rimanere a casa, è costretto a partire per il servizio di leva che dura cinque anni;
- vista l’annata scarsa per la pesca, padron ‘Ntoni si convince di comprare a credito un carico di lupini da zio Crocifisso, l’usuraio del paese, e si mette in “affari” per , che altrimenti non sarebbe servita a niente;
- la notte in cui Bastianazzo e Menico sono sulla Provvidenza con la merce, si scatena una tempesta talmente violenta che i due perdono la vita e il carico non si trova più. Da questo momento comincia la rovina dei Malavoglia, i quali, dato che i lupini erano stati presi a credito, con l’intenzione di pagare una volta rivenduti, ora non sanno più come trovare il denaro per saldare il conto con Campana di legno;
- ritorna ‘Ntoni, ma il debito non scompare e la famiglia si rivolge al segretario comunale, don Silvestro, per chiedere un consiglio su come risolvere il problema dei lupini;
- Luca parte per il servizio militare, e , nonostante ciò le cose sembrano andare meglio perché la Provvidenza viene rimessa in mare, riparata e più resistente di prima;
- zio Crocifisso persuade Piedipapera a prendersi a carico il credito coi Malavoglia, per non avere noie legali (o almeno, così dice la gente);
- padron ‘Ntoni e padron Fortunato decidono di far sposare Mena e Brasi, per una questione di convenienza reciproca, ma la ragazza non è convinta di quell’unione impostale; appena compare Alfio viene a conoscenza di quel matrimonio, prende le sue poche cose e se ne va tristemente;
- da due soldati si viene a sapere della morte di Luca;
- i Malavoglia devono abbandonare la casa del nespolo, per via del debito ancora da estinguere, di conseguenza tutto il paese volta loro le spalle e le nozze di Mena e Brasi Cipolla vanno in fumo, come la simpatia tra ‘Ntoni e Barbara;
- succede un’altra disgrazia in mare, e questa volta è padron ‘Ntoni che rimane ferito gravemente, ma riesce a rimettersi in piedi in breve tempo, pur essendo andato molto vicino alla morte; la barca è di nuovo da riparare;
- verso novembre le cose sembrano andare davvero meglio: le acciughe sono abbondanti, Maruzza mette sulla porta una panca e vende arance, noci, uova sode e olive nere;
- ‘Ntoni pensa sempre più spesso a lasciare il paese per far fortuna, ma quando capisce che darebbe un dispiacere alla madre e al nonno, cerca di non dare peso alle sue idee;
- Maruzza muore a causa del colera e ‘Ntoni è determinato a partire sul serio, perché non riesce più a sopportare una vita del genere, dove appena hai messo da parte qualcosa, devi ricominciare daccapo e andare avanti sempre così.
2° Macrosequenza:
- si vende la Provvidenza perché non rende nulla e ha solo bisogno di continue riparazioni, così padron ‘Ntoni e il nipote Alessi cominciano a lavorare “a giornata” sotto padron Fortunato;
- ‘Ntoni torna di notte perché si vergogna a farsi vedere più misero di prima, dato che tutti già lo pensano ricco; ma dal suo viaggio, anche se non ha incontrato la fortuna, ha imparato molte cose, che vuole trasmettere agli altri, e non è ancora contento della sua situazione;
- Santuzza dopo aver litigato con don Michele, prende a benvolere ‘Ntoni, che passa tutto il suo tempo all’osteria a mangiare e ubriacarsi;
- zio Crocifisso si sposa con Vespa, solo per essere sicuro di non perdere la chiusa che lei possiede, ma in fin dei conti non fa un grand’affare;
-Don Michele si fa vedere sempre più spesso dai Malavoglia, perché ha una simpatia particolare per Lia, e non esita a mettere in allerta le sorelle a proposito della sorte che potrebbe toccare a ‘Ntoni, se continua con quella vita;
- dopo che è stato abbandonato da Santuzza, il giovane cade nella miseria più nera e non si fa problemi a compiere azioni riprovevoli come il contrabbando, poiché non ha alcun timore di don Michele. Una notte infatti, colto con le mani nel sacco, ferisce la guardia con un coltello e finisce in prigione;
- accusata di essere in confidenza con la vittima, Lia scappa di casa per la vergogna e non tornerà mai più;
- ritorna invece Alfio Mosca;
- padron ‘Ntoni, ormai vecchio, malato e triste a causa dei nipoti sciagurati , viene portato all’ospedale, contro la volontà di Alessi e Mena;
- compare Alfio chiede ancora la mano di Sant’Agata, ma lei gliela rifiuta; Alessi invece sposa Nunziata e riscatta la casa del nespolo;
- muore padron ‘Ntoni, senza l’ultima consolazione di sapere che il debito è stato saldato;
- ritorna per l’ultima volta ‘Ntoni e poi se ne va di nuovo, dopo avere visto quello che sono stati capaci di fare i suoi fratelli.
2) La situazione iniziale è di stabilità della famiglia Malavoglia, poi c’è la rottura dell’equilibrio rappresentata dalla partenza di ‘Ntoni e dal fallimento dell’affare dei lupini, affrontano varie peripezie, portano tentativi di miglioramento che portano alla rovina economica e morale: dopo la morte di Bastianazzo fa ritorno a casa ‘Ntoni e le cose sembrano andare meglio, anche se parte Luca, infatti, si parla di far sposare Mena e Brasi Cipolla, ma – ecco il colpo di scena – si viene a conoscenza della morte del soldato e, come se non bastasse, la famiglia deve lasciare la casa del nespolo. Poi tutto si ristabilizza, subito dopo però succede una sciagura in mare: il vecchio resta ferito, ma fortunatamente si riprende in fretta. C’è un altro periodo fortunato, ma viene interrotto dalla morte di Maruzza e dalla decisione del figlio maggiore di partire per la città.
Nella seconda macrosequenza un momento di tensione è la vendita della Provvidenza, che per quella famiglia aveva rappresentato un punto di riferimento, così tutto pare non funzionare, e la situazione si consolida quando per guadagnare il pane, nonno e nipote devono lavorare “a giornata”, ma ecco che ritorna ‘Ntoni, più povero di prima e con una visione più completa del mondo che lo circonda.
Di nuovo il tutto si stabilizza, anche se negativamente, ma capita che – questo è lo spannung – una notte don Michele, in cerca dei contrabbandieri, viene accoltellato da ‘Ntoni, che ormai è uno sfaticato buono solo a ubriacarsi, il quale viene arrestato, processato e messo in prigione. Come se non bastasse, Lia fugge da casa per la vergogna, e il vecchio cade in uno stato pietoso, a causa del dispiacere subito.
Quando poi tutto sembra perfetto nella nuova famiglia di Alessi, c’è un altro fatto imprevedibile: il rientro a casa di ‘Ntoni, che, pentito, fa una breve comparsa, per poi riprendere la strada all’alba.
Questi alti e bassi caratterizzano il romanzo, e fanno in modo da coinvolgere il lettore che rimane col fiato sospeso.
I PERSONAGGI
1)L’affermazione di padron ‘Ntoni, che parla dei componenti del suo gruppo famigliare stretti come >, sta a significare che per riuscire a “sopravvivere” e affrontare le mille difficoltà che la vita riserva, bisogna rimanere sempre tutti uniti, nel bene e nel male, come i Malavoglia hanno sempre fatto, perché l’unione fa la forza.
2)La presentazione dei componenti della famiglia viene fatta come se fosse un compaesano a parlare di loro, infatti si nota un qualcosa di critico nella descrizione. Padron ‘Ntoni è colui che ha più autorità, essendo il più anziano, ed ha sempre preso lui tutte le decisioni; tiene molto nell’unione della famiglia e fa di tutto perché sia sempre così; la sua saggezza, oltre che nell’esperienza, sta nei molti proverbi conosciuti e usati nei momenti più adatti. Poi viene il figlio Bastianazzo, che pur essendo grande e grosso non osa mettere in discussione la posizione dell’anziano padre, e obbedisce ciecamente alla sua volontà; questo è sposato con Maruzza, una piccina che viene chiamata la Longa, una brava massaia, che ama la famiglia e si sacrifica volentieri per essa. Questi hanno cinque figli, in ordine d’età: ‘Ntoni, un pelandrone di vent’anni che non ha per niente l’indole del padre; Luca, che invece condivide l’esempio del nonno; Mena, una ragazza discreta e lavoratrice (era chiamata Sant’Agata per quanto si dedicasse al telaio) come la madre; Alessi, che dicono assomigliare tutto a suo nonno, e Lia, una bambina ancora troppo piccola per stabilirne il carattere.
3)Padron ‘Ntoni rappresenta il tema dell’attaccamento alla tradizione, perché non vede nulla di strano nella loro misera esistenza, fatta di lavoro, ma anche di piccole soddisfazioni, come il vedere qualcuno che ti aspetta sulla riva alla fine della giornata e scaldarsi poi davanti al fuoco, perché è sempre stato così, come la casa del nespolo e la Provvidenza sono sempre appartenute alla famiglia Malavoglia. Il giovane, invece, non tollera di dovere faticare per poi vedere i frutti del suo lavoro sparire immediatamente per pagare un debito, senza avere nemmeno il tempo di goderseli; lui vorrebbe diventare ricco da un giorno all’altro, per poi non avere più pensieri, mentre si vede costretto a fare il pescatore, perché quello era il lavoro di suo padre. A sentirlo parlare di andare in città, padron ‘Ntoni prova un grande dispiacere, perché la sua massima aspirazione è di poter morire nel luogo in cui è nato, e non riesce a concepire una vita al di fuori del villaggio, perché abbandonare la propria casa significa “schiudere il pugno” e provocare la propria rovina.
4) Il ragazzo affronta una serie di circostanze, segnate da sogni, illusioni e amare delusioni, che mutano il suo animo, rendendolo quanto mai fragile e leggero. Quando ricompare nella conclusione, dopo la dura esperienza del carcere, è profondamente cambiato, sia perché provato da quel episodio, sia perché sembra essere maturato e aver compreso i suoi errori, che stavano nel voler staccarsi dalle origini e nel non volere accettare il proprio destino ( ).
Si allontana di nuovo però, perché per sente la vergogna per non aver capito subito gli insegnamenti del povero nonno e per aver dato tanti dispiaceri alla famiglia, non sopportando l’idea di essere biasimato dall’intero paese (). Da come guarda la casa del nespolo - mi pare che sia quasi incredulo che i suoi fratelli siano riusciti a recuperarla, nello stesso tempo desidera far parte ancora per un attimo di quel gruppo () e da come chiede notizie del nonno e della sorella, sembra provare rimpianto per i vecchi tempi, quando era felice davvero, perché non desiderava essere più ricco e si accontentava della sua umile ma rispettabile posizione, si rende conto però che ormai è troppo tardi per rimediare e decide che non può rimanere ancora, e se ne va chiedendo perdono.
IL TEMPO
1)L’unica data che compare evidentemente nel romanzo, dicembre 1863, indica il tempo in cui ‘Ntoni è chiamato a prestare servizio militare, ed è riportata che è un fatto sempre molto importante e coinvolgente per tutto il villaggio, che vive di chiacchiere e pettegolezzi.
2)Dalla lettura si può determinare il periodo storico in cui ci troviamo, lo stesso stile di vita della gente ce lo dice: le usanze, i loro abiti, i mezzi di trasporto (asini, carretti o al massimo carrozze), il pudore che esisteva tra ragazzi e ragazze
e tra vecchi e giovani. Esplicitamente però il tempo non è definito, i personaggi del romanzo sembrano essere solo sfiorati dagli avvenimenti storici, che sono poi deformati e visti in maniera diversa, secondo la loro ottica ristretta. Questi provinciali, infatti, si sentono legati solo al loro paese, ma non hanno l’idea di “nazione”, non si sentono coinvolti nella vita pubblica, né tantomeno parlano di “Risorgimento”, loro guardano i fatti concreti, come il servizio militare obbligatorio, che toglie loro un paio di braccia da lavoro, e l’aumento delle tasse, che leva loro il pane di bocca.
3)Questi personaggi ordinano i ritmi della propria vita in base alle festività religiose, dato che la Chiesa per loro è un qualcosa di sacro (forse non capendo in pieno il significato della religione, visto che pur confessandosi tutte le settimane, alcuni conducevano una vita alquanto peccaminosa), e con le stagioni si regolano per il lavoro.
LO SPAZIO
1) Il mare è spesso oggetto dei proverbi di padron ‘Ntoni come , ed è l’unico spazio aperto descritto nel romanzo: con i suoi frutti dà la vita, ma può anche dare la morte se lo si sfida. Il mare viene quasi ritenuto una persona da coloro che lo conoscono bene, infatti dicono che e , ma la notte in cui è annegato Bastianazzo era e lo si sentiva e le sue acque erano , alla fine però ritorna il di sempre. La particolarità di Verga sta nell’usare, oltre ai proverbi, similitudini molto semplici e concrete, che riguardano il lavoro, la casa, la famiglia, che si adattano ad una narrazione che lascia il campo al punto di vista della gente comune, rendendone anche più facile la comprensione.

2)Di sfondo alla storia c’è il villaggio come punto di incontro e di partecipazione alla vita sociale: nella spezieria si riuniscono spesso don Franco, don Giammaria, don Silvestro e zio Crocifisso si riuniscono per parlare dei fatti quotidiani, per leggere il giornale e commentarlo, sostenendo a gran voce la propria opinione; davanti alla chiesa, sugli scalini spesso si incontrano zio Crocifisso e Piedipapera per discutere dei loro affari, a volte ci va anche padron ‘Ntoni per ascoltare Piedipapera proclamare sentenze, e da quel punto tutto il paese può sentire le loro ciarle. Anche l’osteria di Santuzza è un punto di ritrovo per gli uomini, ma lì non per dissertare su qualcosa, semplicemente per bere, mangiare e passare un po’ il tempo giocando a carte; è il luogo preferito dagli ubriaconi. Alla bottega di Vanni Pizzuto, il barbiere, vanno coloro che, oltre alla barba, vogliono farsi due chiacchiere del più e del meno, avendo anche l’opportunità di mangiare e bere in quel locale.
La strada è invece il punto di incontro per le donne e i bambini, che spettegolano degli assenti e si raccontano le loro storie, ascoltando con un orecchio i discorsi degli uomini nella piazza.
3)La città è vista come un luogo ostile, di perdizione e dallo scarso ideale morale – e ciò lo notano i familiari quando ricevono le lettere di ‘Ntoni da Napoli - perché solamente il proprio villaggio, dove si è sempre vissuti, in quanto conosciuto, dà un senso di sicurezza e protezione, e quella buona gente è saldamente attaccata alle proprie origini, a ragione, perché altrimenti rischierebbe di fare la fine di ‘Ntoni Malavoglia.
4) L’immagine che a Mena sembra di vedere nelle stelle, la croce di Sant’Andrea, può significare la sua sofferenza per non potere rivelare i suoi sentimenti a compare Alfio, mettendosi così nelle vesti di una martire che si tormenta in silenzio, per non turbare un’armonia; il suo stato d’animo influisce sul suo punto di vista e riesce ad alterare perfino le cose della natura che la circondano.
5) ‘Ntoni guarda, probabilmente per un’ultima volta e con una punta di amarezza, il suo paese che sta risvegliandosi, e nota i Tre Re che a poco a poco stanno impallidendo e la Puddara che annuncia l’alba, come l’aveva vista tante volte. Ciò lo fa ripensare al passato, e la tristezza prevale, influenzando la prospettiva delle cose.
LE SCELTE STILSTICO-ESPRESSIVE
1)Il punto di vista della storia è variabile, attribuibile ad un narratore che spesso è onnisciente, altre volte si immedesima nei vari personaggi, ma che non interviene mai in prima persona. Questa voce che racconta la vicenda è di un narratore nascosto, che in qualche punto (nell’incipit) è esterno, vale a dire che controlla la narrazione e spesso si mostra onnisciente ma non partecipe; più frequentemente è interno, ovvero la sua ottica è interna al racconto, infatti sembra confondersi con i personaggi e appena può lascia la parola ai paesani che descrivono i fatti sotto il loro punto di vista, come quando lascia che siano loro a spiegare la morte di Bastianazzo (pur non conoscendo nei particolari la tragedia, essendo lontani e al sicuro sulla terraferma), senza aggiungere nessuna descrizione o commento personale.
2)La novità della lingua usata da Verga sta nell’italiano a cui è applicata la sintassi dialettale siciliana, per poter rendere con maggiore efficacia una descrizione di quella gente, per rappresentare il mondo dei pescatori da vicino.
Viene usato molto il discorso indiretto libero per rendere maggiore immediatezza nei dialoghi, proprio come se il lettore potesse sentire parlare i personaggi, inoltre le similitudini popolari e i frequentissimi proverbi servono a rafforzare la posizione interna del narratore, che tende a diventare uno di loro. Spesso viene inserito un che, che non è corretto in italiano, ma conferisce un tono più comune e di maggior effetto alla narrazione; altre volte i pronomi sono in più, ma anche questi rispecchiano la parlata popolare.

I TEMI
1)Il tema della fedeltà alle origini e dell’attaccamento alle tradizioni è introdotto da padron ‘Ntoni quando, quasi sul punto di morire, raccomanda di non vendere la Provvidenza e di cercare in tutti i modi di riavere la casa del nespolo, vuole che la famiglia rimanga sempre unita per affrontare con maggior forza le avversità della vita, ma il tema viene interrotto dalla volontà del giovane nipote che desidera far fortuna in città e sistemarsi una volta per sempre, cosa che gli viene proibita dal nonno; la santità del lavoro si vede quando il vecchio parla della sua famiglia come delle formiche che, piano piano, dandosi da fare in tutti i modi, riusciranno a rimettersi in piedi e ritornare alla casa del nespolo, che per loro è meglio di un palazzo, poiché ci sono nati.
Il tema della religione viene fuori durante la tempesta in mare, quando padron ‘Ntoni dice ai nipoti che non resta loro altro da fare che affidarsi nelle mani di Dio e si raccomanda al Signore, perché qualcuno preghi per loro, e che li riporti a riva sani e salvi; le sue preghiere saranno poi ascoltate: anche se torna ferito, riesce a sfuggire alla morte.

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