Scheda colturale sulla Soia

Materie:Riassunto
Categoria:Agronomia
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Data:18.04.2007
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Testo

Caratteristiche botaniche
Ciclo biologico
Esigenze pedoclimatiche
Scelta varietale
Gestione della semina
La soia è una leguminosa annuale con portamento eretto e sviluppo notevole (50-150 cm)
Dispone di un’abbondante superficie fogliare, con fiori di colore rosso-violaceo; la fecondazione è autogama e i frutti sono baccelli bruni, coperti di fitta peluria, presenti in numero di 30-35 per pianta.
La soia è ina pianta brevidiurna, esigente per la temperatura ma poco esigente per i suoli.
La durata del ciclo biologico della soia varia secondo il gruppo a cui essa appartiene.
Le fasi principali del ciclo della soia sono 3:
• Germinazione e attecchimento, fase dove emergono i cotiledoni e la piantina appare unifogliata e non ancora ben distesa.
• Sviluppo vegetativo, quando le piantine da unifogliate diventano trifogliate e compaiono completamente sviluppate.
• Fioritura, stadioin cui compare il primo fiore posto in uno dei due nodi più alti del fusto principale dove si trova anche la prima foglia; alla stessa altezza compare anche il primo baccello con una lunghezza di 2 cm.
La soia non ha particolari esigenze relativamente alle caratteristiche pedologiche, il suo limite di coltivazione è rappresentato quasi esclusivamente dalla disponibilità idrica.
La temperatura ottimale per la germinazione è di 18-20°C e comunque in tale fase non deve scendere sotto i 7.5°C. Nelle fasi successive la crescita viene rallentata da temperature di 8-10°C ma in fioritura avìbbassamenti al di sotto dei 10°C provocano danni alla coltivazione.
Per quanto riguarda la scelta varietale, ci sono in commercio diverse varietà di soia e i coltivatori possono scegliere rispetto alla produttività, allaprecocità e al grado di meglio tolleranza degli stress ambientali e delle malattie fungine.
Le cultivar sono distinte in 13 gruppi di maturazione, variando da molto precoci (tipi 000) a tardive ( tipo X).
Le migliori varietà si ritiene appartengano al gruppo I e II.
Non è consigliabile l’utilizzo di cultivar tardive, appartenenti al gruppo di maturazione II e oltre.
Nei terreni mai coltivati a soia e senza inoculazione del seme non si manifesta la simbiosi col batterio specifico Bradirizobium japonicum e la conseguente comparsa dei noduli nelle radici.
L’inoculazione avviene invece naturalmente se la leguminosa ritorna entro 3-4 anni su un terreno già coltivato a soia.
Per l’epoca di semina è importante sapere la temperatura del suolo, che deve essere superiore a 12°C e va perciò effettuata in epoca più tardiva rispettoa quella del mais. Si consiglia di iniziare a seminare non prima del 20 aprile.
L’interfila può variare da 45 a 50 cm e si sconsigliano distanze tra le file più ridotte (25 cm) che semplificherebbero le problematiche legate al diserbo, ma aggraverebbero i problemi fitosanitari.
Gestione del terreno
Gestione della fertilità
Gestione dell’irrigazione
Gestione del diserbo
Gestione della raccolta
La coltura non richiede lavorazioni particolarmente profonde.
La preparazione del suolo per la semina deve essere accurata per l’unioforme distribuzione del seme.
La preparazione del terreno può avvenire secondo modalità tradizionali, utilizzando la minima lavorazione o anche la semina su sodo.
La soia è una coltura molto esigente in azoto, dato che la granella possiede un alto contenuto proteico, meno in fosforo e potassio.
Le elevate esigenze di azoto vengono in buona parte soddisfatte dalla simbiosi col batterio Rhizobium che fissa l’elemento dall’atmosfera.
Se le radici risultano inoculate correttamente, non deve essere somministrato alcun apporto neanche nelle prime fasi vegetative.
Per l’apporto di fosforo e potassio non sono da superare i limiti di dosi rispettivamente di 200 kg/ha e 250 kg/ha.
Prima di effettuare l’irrigazione bisogna tener conto di un fondamentale vincolo: la restituzione idrica giornaliera.
Fino alla fase di fioritura l’irrigazione non è necessaria perché la restituzione idrica giornaliera è un sufficiente apporto d’acqua.
Esistono tabelle apposta per determinare i volumi massimi d’intervento, e si trovano sui Disciplinari di Produzione.
E’ necessario preparare con un certo anticipo il letto di semina per ridurre il potenziale delle malerbe.
In pre-emergenza la tecnica raccomandata è quella che prevede trattamenti localizzati sulla fila .
In post-emergenza è necessario intervenire a integrazione del trattamento di pre- emergenza, scegliendo i prodotti in funzione delle malerbe presenti .
Sono possibili e consigliabili miscele tra i prodotti indicati.
La raccolta della soia deve essere effettuata quando la pianta si presenta praticamente spoglia e i baccelli hanno assunto una colorazione bruna.
Indicatore di maturazione è l’umidità, che deve essere del 15-16% per poter conservare il prodotto fino a 4 anni.
La raccolta si effettua con la mietitrebbia con battitore da grano e controbattitore da mais; generalmente si opera a novembre

Esempio



  



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