Zootecnia

Materie:Appunti
Categoria:Agraria
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Testo

MIGLIORAMENTO DELLE CARATTERISTICHE
CHIMICO-NUTRIZIONALI NEGLI
ALLEVAMENTI BOVINI E OVICAPRINI
DELL’APPENNINO DAUNO, IRPINO E LUCANO.
Nella prima parte per quanto riguarda questo tema è stato suddiviso in quattro parti, in modo da poter facilitare e specificare le varie circostanze chimiche e foraggere, a scopo di migliorare la quantità e la qualità. Il primo settore riguarda:
SISTEMI FORAGGIERI NELL’APPENINO IRPINO E LUCANO
In questa parte c’è stata la collaborazione del dipartimento di produzione vegetale dell’università della Basilicata (Potenza) e di servizi di sviluppo agricolo; si è formulato un programma di sperimentazione volto a migliorare quanti-qualitativamente sia le produzioni delle colture foraggere in sistemi estensivi ed intensivi che delle attività zootecniche. I vari comprensori ricadono nei territori di sei comunità montane:
-REGIONE PUGLIA: Comunità Montana Sub-Appennino Dauno con sede a Bovino (Fg)
-REGIONE CAMPANIA: Comunità Montana Alta Irpinia con sede a Calitri (AV) , Comunità Montana Ufita con sede ad Adriano irpino (AV), Comunità Montana Terminio-Cervialto con sede a Montella (AV)
-REGIONE BASILICATA: Comunità Montana Marmo-Platano con sede a Mauro Lucano (PZ); Comunità Montana di Vulture con sede a Rionero in Vulture (PZ)
Gli interventi attuati sono stati rivolti all’introduzione di foraggere autoriseminanti e pascolabili negli ambienti agronomici dell’Appennino meridionale, in modo da utilizzare per erbai primaverili-estivi alcune specie graminacee foraggere notevolmente produttive. Le aziende agricole prese in esame comprendono un numero di circa 200, ove l’attività principale è costituita dall’allevamento zootecnico; le aziende sono raggruppate in un ampio territorio che comprende le comunità montane del Terminio Cervialto (AV); dall’Alta Irpinia (AV) e del Marmo Platano (PZ).
Le seguenti aziende sono ubicate ad altezze medie di circa 10mt s.l.m. , ma ci sono altre che oltrepassano i 1000 mt. Quindi gli allevamenti sono caratterizzati da tipologia produttiva di alta collina e montagna.
Le analisi fisico chimiche riscontrabile nelle “aziende Pilota” hanno riscontrato una notevole differenza tra i vari territori. Nella Comunità Montana dell’alta Irpinia è stata riscontrata una percentuale d’argilla che oscilla intorno al 40% con valori massimi del 53% , mentre la sostanza organica è del 2,5% in media. Mentre nelle Comunità Montana del Terminio-Cervialto e del Marmo Platano sono riscontrate alquanto fertili, con percentuale d’argilla dell’8% in media, e con percentuale di sostanza organica del 4-9%.
Delle varie indagini eseguite da rivelatori sono state ottenute i dati un pò preoccupanti per quanto riguarda la presenza di sostanza organica dell’1% in media nei territori che comprendono aziende senza allevamenti.
Le percentuali più alte di sostanza organica unificata sono state rilevate nelle aziende ad ordinamento zootecnico; in queste aziende la coltivazione di cereali è eseguita in modo da utilizzare la paglia per lettiera e il letame. Le indagini hanno rilevato che le aziende prese in esame, presentano un buono stato fisico -chimico e nutrizionali con minimi problemi d’erosione. La situazione termopluviometrica presenta delle situazioni piuttosto simili nelle aree prese in esame, con una maggiore concentrazione piovosa nel periodo di ottobre-marzo.
La comunità montane del Terminio- Cervialto e Marmo-Platano sono interessate da perturbazioni ….. che, con provenienza ovest e nord-ovest, presenti anche nel periodo estivo in minore intensità. Per quanto riguarda il territorio dell’Alta Irpinia è interessata dallo spartiacque adriatica, caratterizzato da temperature più alte rispetto al tirrenico. La superficie agricola utilizzata (SAU) presenta notevoli differenze tra le tre comunità montane prese in esame, infatti nelle comunità montane Terminio-Cervialto il territorio è montuoso e presenta coltivazioni di castagno le quali rientrano nella sau; la comunità montana del Marmo-Platano è costituita da aziende dove le superfici a pascolo occupano più del 50% della sau e delle colture foraggere. Nelle Comunità Montane dell’Alta Irpinia si è riscontrato una percentuale alta di colture erbacee non foraggere, infatti le aziende sono orientate verso un indirizzo cerealicolo. Una situazione equilibrata la si è riscontrata nella comunità montana del Terminio-Cervialto in cui non emerge una coltura predominante e vengono praticate tutte quelle operazioni colturali, (letamazioni, sovesci, rotazioni ecc) che provocheranno una migliore produzione . gli erbai predominano nella Comunità Montana dell’Alta Irpinia perché è possibile alternarli alle colture del frumento duro, gli erbai generalmente praticati sono: veccia+arena; trifolgio alessandrino+avena, saltuariamente a questi erbai viene aggiunto il trifoglio squarroso. Sono state successivamente esaminate la produzioni foraggere, e si è riscontrato che nella Comunità Montana del Marmo-Platano c’è un maggior carico di allevamento, mentre il maggior carico unitario è stato riscontrato nella Comunità Montana del Terminio-Cervialto, probabilmente essendo meno esteso il territorio delle aziende, esse tendono a sistemi colturali più intensivi, per questo motivo si è riscontrato il più alto numero di unità foraggere per ettaro e di conseguenza il maggior numero di capi allevati.
Le ricerche agronomiche sono state effettuate presso sei aziende private, dopo aver fatto mirati sopralluoghi ; sono state eseguite valutazioni agronomiche e morfologiche nei vari stadi vegetativi. Due aziende sono situate nella Comunità Montana del Marmo-Platano, tre in Alta Irpinia ed una nella comunità montana del Terminio-Cervialto; inoltre sui siti sono state effettuate analisi chimico-fisiche.
COMUNITA’ MONTANA DEL MARMO-PLATANO
le aziende del comprensorio agricolo sono:
1)azienda aricola “Tummillo Francesco” alt 900 m s.l.m. sau:83ha
2)azienda agricola “Tetillo Vito” alt 800 s.l.m. sau 70ha
i terreni mediamente limosi-sabbiosi, senza calcare ben dotati di sostanza organica, presentano delle analisi eseguite:
AZIENDA PETILLO
Caratteristiche fisico-chimiche del terreno
Sg (> 2mm)
%
12.3
Sf (2-0,5 mm)
%
41.4
Lg (0,5-0,02 mm)
%
12.4
Lf (0,02-0,002mm)
%
24.3
A (>0,002mm)
%
9.8
Ph
6.5
CaCo3 totale
%
0.5
Carbonio Organico
%
2.2
Sostanza Organica
%
3.8
C.E.
mmho
0.1
N (totale)
%
0.3
P (assimilabile)
ppm
25.0
K (scambiabile)
ppm
440.0
nelle due aziende prevalgono le colture foraggere, la ricerca agronomica mira a valutare le produzioni e le caratteristiche tecniche di utilizzazione e gestione in modo da ottimizzare l’efficienza produttiva. Inoltre non sono state modificate le tecniche agronomiche ma, incidendo sulle modalità e epoche di esecuzione e in particolare quelle di raccolta, sono state utilizzate per le produzioni foraggere leguminose autoriseminanti e graminacee ad alta potenzialità produttiva.
UTILIZAZZIONE PASCOLO:
le ricerche effettuate sono state fatte nel 1999/2000 e 2000/2001, a scopo di poter valutare la capacità produttiva e la dinamica d’accrescimento vegetale utilizzata dagli ovicaprini in sistema estensivo, sono stati utilizzate tecniche agronomica a basso imput energetico.
TABELLA INTERVENTI AGRONOMICI
CONCIMAZIONI
AZOTO
FOSFORO
POTASSIO
1) Settembre 1999
50 GK ha-1
120 KG ha-1
80 Kg ha-1
2) Marzo 2000
30 KG ha-1
1) Settembre 2000
50 KG ha-1
120 KG ha-1
80 Kg ha-1
2) Marzo 2001
30 KG ha-1
Per la valutazione ponderale del foraggio sono state eseguite due metodologie di raccolta:
1) Metodo Corrall Fenlon
2) Raccolta unica a fioritura.
3) Nel primo sistema sono state effettuiate quattro serie di sfalci a solcare ogni settimana, consentendo di verificare l’intensità di crescita. All’impianto è stato utilizzato un erpice strigliatore, con il quale è stato possibile disgregare il carico erboso superficiale, una migliore germinabilità di quei semi duri o dormienti. Per quanto riguarda la parcella raccolta unica a fioritura è stata utilizzata la stessa metodologia di concimazione della prova di pascolamento i risultati ottenuti sono:
PRODUZIONI DI SOSTANZA SECCA
T ha-1
1° ANNATA
2° ANNATA
Sfalcio unico a fioritura
6.60
6.12
Pascolamento
7,45
5,85
Testimone sfalciato
5,20
4,86
Testimone pascolato
5,10
4,75
ma c’è da precisare che , i risultati ottenuti sono stati ottenuti influenzati dalla disponibilità idrica e la temperature , inoltre si sono evidenziati incrementi di 63kg al giorno circa per ettaro di sostanza secca, questi sistemi di “utilizzazione …” sono suggerimento nella pratica di gestione aziendale.
SEMINA DI RISEMINANTI DA PASCOLO:
Oltre al pascolo naturale sono state seminate due leguminose foraggere autunnali pascolabili e autoriseminanti:
1) Trifoglio sotteraneo var. woogenellus
2) Madicago arabico
il primo si è rilevato più produttivo, ma entrambe hanno permesso tre pascolamenti di cui uno nel mese di luglio sul secco e gli altri due sul verde nella stagione primaverile ed autunnale.
Le semine sono state effettuate su appezzamenti di 5000m2 in successione a colture di graminacee (orzo e arena). Tra le tecniche colturali oltre ad una concimazione minerale è stata effettuata una letamazione di circa 12t/ha, dopo di che è stata effettuata una lavorazione con erpice a disco. L’erbaio di trifoglio squarroso+avena e l’erbaio di trifoglio squarroso+ loiessa hanno reso ottime produzioni foraggere. Vi è da precisare che gli erbai sono stati interessati al pascolamento ovicaprino nel mese di febbraio-marzo. Il trifoglio sotterraneo è risultato molto gradito dal bestiame e di facile digestione, quindi si è dimostrato come coltura innovativa e di ottima produttività. Il miscuglio di trifoglio+avena+loiessa si è dimostrato, rispetto al tradizionale trifoglio+loiessa più produttivo ed elastico, mentre l’erba medica ha evidenziato un incremento produttivo di 1200 unità per ettaro circa. La Medicago arabica infine ha mostrato un ottima adattabilità e produttività come specie autoriseminante, nell’utilizzo come pianta da pascolo sia verde che secca, anche se presenta un feltro ….. il quale viene brucato dal bestiame.
COMUNITA’ MONTANA DEL TERMINIO –CERVIALTO.
L’azienda pilota che ha interessato suddetta comunità è situata in località di Bagnolo-Irpinio, presso l’azienda agricola “Nigro Carmine” alt 1050 m s.l.m. SAU: 50ha. In questa azienda sono state svolte le seguenti attività dimostrative:
**
le superfici di ogni appezzamento sono di circa 5000m, le semine sono state effettuate in primavera, visto che in inverno non possibile poiché fa molto freddo e a volte il terreno risulta ricoperto di neve, quindi il ciclo è primaverile-autunnale. Le migliori produzioni sono state ottenute dall’erbaio di trifoglio sotteraneo e dal prato polifita Lupinelea+ ginestrini+altopecuruspretensis (coda di volpe) + phleum pratense (coda di topo) che hanno reso produzioni di 9,5 t/ha
Caratteristiche fisico-chimiche del terreno
Sf (> 2mm)
%
27.4
Sf (2-0,5 mm)
%
36.4
Lg (0,5-0,02 mm)
%
16.8
Lf (0,02-0,002mm)
%
15.9
A (>0,002mm)
%
3.5
Ph
7.5
CaCo3 totale
%
1.0
Carbonio Organico
%
5.5
Sostanza Organica
%
9.7
C.E.
mmho
0.5
N (totale)
%
0.5
P (assimilabile)
ppm
19.0
K (scambiabile)
ppm
385.0
PRECESSIONE COLTURALE: pascolo naturale
CONCIMAZIONI: alle semina: 50 unità di N e 100 unità di P2O5, prima della ripresa vegetativa primaverile (secondo anno) 60 unità di P2O5
LAVORAZIONE: Erpicature con erpice a ischi fino alla preparazione di un buon letto di semina da rullare in seguito.
MIGLIORAMENTO PASCOLO
La ricerca è stata effettuata nelle annate 1999/2000 e 2000/2001, la valutazione produttiva del foraggio è stata eseguita con le seguenti metodiche:
1) Metodo Corrall e fenlon
2) Raccolta unica a fioritura.
Dall’analisi seguita si è osservato che il periodo vegetativo va da maggio a settembre, mentre la produzione in sostanza secca è concentrata in luglio-agosto. Gli interventi agronomici sono descritti in tabella
INTERVENTI AGRONOMICI
E
CONCIMAZIONI
AZOTO
FOSFORO
POTASSIO
1) Aprile 1999
40 GK ha-1
120 KG ha-1
80 Kg ha-1
1) Aprile 2000
40 KG ha-1
120 KG ha-1
80 Kg ha-1
gli incrementi giornalieri sono equivalenti a 100kg al giorno di sostanza secca nel 1999, e 80 kg circa al giorno nel 2000. Questo sistema utilizzato “utilizzazione turnata” a scopo dimostrativo-sperimentale , serve come suggerimento nella pratica gestionale delle aziende.
PRODUZIONI DI SOSTANZA SECCA
T ha-1
1° ANNATA
2° ANNATA
Sfalcio unico a fioritura
7,65
6,08
Pascolamento
6,29
4,82
Testimone sfalciato
5,80
4,65
Testimone pascolato
5,30
4,50
COMUNITA’ MONTANA DELL’ALTA IRPINIA
Le aziende pilota inerenti alla Comunità Montana Alta Irpinia sono situate in località di Monteverde (AV), agro di Calitri (AV) e agro Lacedonia (AV). Aziende pilota sono:
1) azienda agricola “Rosa Goffredo” alt.740 m s.l.m. SAU 40 ha
2) Azienda agricola “Di Cecca” alt. 710 m s.l.m. SAU 37 ha
3) Azienda agricola “Scola Ciro” alt 705m s.l.m. SAU 37 ha in proprietà + 50/60 in affitto.
Le estese coltivazioni ad indirizzo cerealitico che caratterizzano il territorio della Comunità Montana Alta Irpinia, hanno determinato un marcato impoverimento della fertilità del terreno, cosa che non accade in quelle aziende ad indirizzo foraggero-zootecnico o cerealicolo-zootecnico.
AZIENDA SCOLA
Caratteristiche fisico-chimiche del terreno
Sf (> 2mm)
%
6.9
Sf (2-0,5 mm)
%
10.4
Lg (0,5-0,02 mm)
%
7.9
Lf (0,02-0,002mm)
%
25.4
A (>0,002mm)
%
50.1
Ph
8.1
CaCo3 totale
%
10.3
Carbonio Organico
%
1.8
Sostanza Organica
%
3.1
C.E.
mmho
0.7
N (totale)
%
0.2
P (assimilabile)
ppm
4.0
K (scambiabile)
ppm
111.3
AZIENDA DI CECCA
Caratteristiche fisico-chimiche del terreno
Sf (> 2mm)
%
6.5
Sf (2-0,5 mm)
%
7.6
Lg (0,5-0,02 mm)
%
2.3
Lf (0,02-0,002mm)
%
26.9
A (>0,002mm)
%
53.7
Ph
7.7
CaCo3 totale
%
1.0
Carbonio Organico
%
1.2
Sostanza Organica
%
2.1
C.E.
mmho
0.2
N (totale)
%
0.2
P (assimilabile)
ppm
18.0
K (scambiabile)
ppm
430.3
AZIENDA ROSA
Caratteristiche fisico-chimiche del terreno
Sg (> 2mm)
%
6.2
Sf (2-0,5 mm)
%
10.4
Lg (0,5-0,02 mm)
%
7.9
Lf (0,02-0,002mm)
%
25.4
A (>0,002mm)
%
50.1
Ph
8.1
CaCo3 totale
%
10.3
Carbonio Organico
%
1.8
Sostanza Organica
%
3.1
C.E.
mmho
0.7
N (totale)
%
0.2
P (assimilabile)
ppm
4.0
K (scambiabile)
ppm
111.3
MISCUGLI FORAGGERI DI ERBAIO E PRATO-PASCOLO
Le superfici degli appezzamenti utilizzate sono di 5000 m2 l’una e nella coltura precedente erano utilizzate a coltura di frumento duro e le semine dei miscugli sono state eseguite nell’ottobre del 1999. Le concimazioni eseguite alla semina sono state di 50 unità di H, 120 unità di P2O5 , 8’ unità di H2O, mentre in copertura sono state utilizzate 30 unità di H.
Le lavorazioni eseguite consistono in aratura (30-40 cm) , erpicatura con erpice a dischi, fino alla preparazione del letto di semina , seguita da rullatura. Le lavorazioni andrebbero eseguite il meno possibile, poichè essendoci pendenze comprese tra il 10-30% sono frequenti i fenomeni erosivi, quindi la coltivazione dovrebbe mirare a colture prative stabili o pascolative. C’è da osservare il periodo di semina che non oltrepassi il mese di ottobre, quale epoca ottimale per la semina, utilizzando una seminatrice a fila. Però c’è da riguardarsi nella profondità di semina che non superi i 2cm e il seme non venga scoperto. Anche con le varie difficoltà riscontrate ed incontrate , si sono ottenuti interessanti produzioni con erbai di veccia+avena e trifoglio alessandrino+avena, con il trifoglio resupinato, che con il prato di erba medica e con l’autoriseminante trifoglio sotterraneo .
**
ERBAI
Sono stati utilizzati erbai che presentano una contemporaneità di spigatura e fioritura. Per l’azienda è stata scelta una varietà precoce, che inizia la spigatura a fine aprile, mentre per la loiessa è stata utilizzata la CV.ASSO.
MISCUGLI:
1) avena “Argentina + trifoglio alessandrino “Sacromonte!+ veccia comune “Mirabella”
2) loiessa “Asso”+trifoglio alessandrino “Sacromonte”+ veccia comune “Mirabella”
3) Avena “Argentina” + Med.Polymorpha “Anglona” + veccia comune “Mirabella”
4) Loiessa Asso + Med.polymorpha “Anglona” + veccia comune “Mirabella”
- Dose di seme dei miscugli con avena –120kg ha:30%avena; 20%trifoglio/Med. polymorpha; 50% veccia comune
- Dose di seme dei miscugli con loiessa –100kg ha:30% loiessa; 20% trifoglio/Med. polymorpha ; 50%veccia comune.
- Epoca e modalità di semina: settembre 1999 e 2000, semina del miscuglio a file distanti 20cm
- Concimazioni di fondo: 1 q ha di fosfato biammonico 18/46
- Epoca di raccolta : alla comparsa dei primi fiori aperti del trifoglio o della Medicago polymorpha e 50% veccia comune.

Esempio



  



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