La difesa delle colture arboree

Materie:Appunti
Categoria:Agraria

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Testo

Difesa delle colture arboree

Difesa dal vento
I venti che spirano con forza e con costanza nella stessa direzione provocano uno sviluppo asimmetrico degli alberi ed un’anomala conformazione della loro chioma. Pericolosi sono i venti marini che spirano carichi di salmastro.
Negli ambienti in cui si verificano queste situazioni i frutteti devono essere protetti da cortine frangivento che possono essere inanimate (reti di plastica, stuoie sostenute da apposite armature), oppure costituite da filari di alberi di adeguata altezza come eucalipti, cipressi, pioppi, olivi, ecc.
Le barriere frangivento sono efficaci fino ad una distanza pari a circa dieci volte la loro altezza, per cui devono ripetersi in media ogni 100 – 200 metri.
L’impiego di frangivento vivi comporta alcuni problemi quali l’occupazione di un’area non trascurabile di terreno, la competizione radicale nei riguardi delle colture e la possibile diffusione di litofagi e patogeni ospitati sulle piante frangivento

Difesa dalla grandine
La grandine è un’idrometeora particolarmente pericolosa per le colture arboree specie nelle zone dove cade con elevata frequenza. I suoi effetti possono essere disastrosi non solo per il prodotto pendente, ma anche per la vegetazione.
A parte le polizze assicurative che garantiscono l’indennizzo dei danni in base al capitale assicurato e alle stime effettuate dai periti delle compagnie con cui le polizze vengono stipulate, il mezzo di difesa passiva più efficace è rappresentato dalla installazione preventiva delle reti antigrandine sopra la chioma degli alberi da proteggere.
Le reti vengono normalmente chiuse lungo la loro armatura di sostegno durante l’inverno e sono invece tenute aperte dalla primavera fino alla raccolta, in modo da intercettare la grandine che eventualmente cadesse in questo periodo.
I cosiddetti sistemi di difesa attiva come i cannoni a onda d’urto, i razzi antigrandine, l’inseminazione artificiale dei cumulo – nembi con articolato di ioduro d’argento, nonostante la lunga sperimentazione cui sono stati sottoposti, non garantiscono una altrettanto efficace difesa delle colture.

Difesa dalle gelate
Nel corso dell’antesi e soprattutto al momento dell’allegagione, gli alberi da frutto sono particolarmente sensibili ai danni dalle basse temperature conseguenti allo spostamento a distanza di masse di aria fredda (gelate per convezione) o, nelle notti serene, per eccessivo irraggiamento del terreno e della vegetazione sovrastante.
Temperature di – 3/ - 4 °C sono critiche per i fiori, mentre alla caduta dei petali, cioè al momento dell’allegagione, è sufficiente appena un grado sotto 0 per causare la necrosi dei tessuti molto idratati.
La scelta di specie e di cultivar a fioritura tardiva riduce la possibilità delle gelate, sempre più raro con l’avanzare della stagione. Esistono peraltro anche mezzi attivi di difesa, come l’irrigazione antigelo per le piante a foglia caduca e dai ventilatori per le specie a foglia persistente, in particolare gli agrumi.
L’irrigazione antigelo si attua con impianti per aspersione soprachioma e consiste nell’irrorare uniformemente e senza interruzione (durante le ore critiche di gelo) i germogli ed i fiori presenti sugli alberi. L’acqua che raggiunge questi organi congela, sviluppando calore ed evitando così danni irreversibili ai tessuti.
Per gli alberi sempreverdi, per i quali l’irrigazione antigelo potrebbe dar luogo a problemi per il sovraccarico di ghiaccio sulle chiome, vengono preferiti i ventilatori che provocano una circolazione dell’aria e il miscelamento di quella più calda con quella più fredda e più densa che altrimenti ristagnerebbe intorno alle chiome danneggiandole.

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