La coltivazione della rosa

Materie:Appunti
Categoria:Agraria

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Testo

--ROSA (Rosa Hybrida Hort.)--
ORIGINE E VARIETA’
Le più importanti cultivars da serra sono state ottenute attraverso l’ibridazione all’interno dei gruppi “floribunda” e “ibridi di tea”, dai quali si sono originate le rose del gruppo “grandiflora”che però non hanno ottenuto molto successo.
Tra le varietà più diffuse a stelo lungo ricordiamo:
-Bianche: Monna Lisa, Message.
-Rosse: Super Star, Dallas, Samanta.
-Rosa: Sandra, Lara, Carina.
-Gialle: Lolita, Mabella, Evergold.
Per quelle a stelo corto e fiore piccolo:
-Rosa: Garnet, Epoca, Carol.
-Bianche: Miss Italia, Candy, Biancaneve.
ESIGENZE CLIMATICHE
-Temperature letali: M(40/50°), m(-1° in fase di crescita, -17/-20° in fase di riposo).
-Temperatura minima a cui si arresta la crescita: 8°/10°.
-Temperature ottimali: nella notte (15/16°), di giorno (20/24°).
-Temperatura del suolo: 13/15°.
Nella notte temperature inferiori ai 15° oltre a rallentare la crescita aumentano la produzione di steli ciechi.
La tecnica delle “basse temperature”:
consiste nel tenendo una temperatura di 14° durante il periodo di potatura e abbassarla gradualmente fino a 8° nel periodo del bottone fiorale, mantenendola tale fino alla raccolta. Questa tecnica è applicabile solo in zone soleggiate, e quando si effettua riposo estivo-invernale.
Un innalzamento delle temperature durante il giorno fino a 27/29° può dare dei buoni risultati.

La rosa richiede elevati livelli di umidità relativa pari all’80/85%al momento della ripresa vegetativa e durante le fasi di crescita. Un basso livello di U.R. provoca una defoliazione basale e allessature ai lembi fogliari.
L’intensità luminosa influisce la produzione quanti-qualitativa dei fiori, col decrescere dell’intensità avremo meno fiori di quanti ne potremmo avere con un elevata intensità.
PROPAGAZIONE
1-Per seme: è limitata alle attività di miglioramento genetico e alla moltiplicazione di alcuni portainnesti.
Quando il frutto assume colorazione giallo-rossastra i semi vengono raccolti. Vengono poi stratificati in torba e tenuti ad una temperatura di 2-4°per diverse settimane o addirittura mesi, vengono poi portati in semenzaio a 20°.
2-Taleaggio: è applicato per tutte le varietà con una buona capacità rizogena.
Si distinguono talee legnose utilizzate per la moltiplicazione dei portainnesti, e semilegnose per la moltiplicazione di piante destinate alla coltura in bancali, queste, però, sono meno longeve (2-3 anni).
I rami raccolti in fasci vengono segati a 20-30 cm vengono degemmati, ma si lascia la gemma apicale come tiralinfa.
L’impianto delle talee si effettua in novembre. In primavera quando il germoglio ha raggiunto una dimensione di 10-15 cm si effettua l’innesto.
3-Portainnesti: hanno la funzione principale di favorire la produzione invernale,e per la tolleranza al calcare, la resistenza ad agenti patogeni (oidio).

4-Innesto: il più praticato è quello a gemma o scudetto. Può essere vegetante (primavera), dormiente (estate). Le gemme vengono prelevate dagli steli forali ben lignificati, e vengono inseriti sullo stelo principale e non sui nuovi germogli. Dopo 2-3 settimane la tiralinfa può essere parzialmente recisa in modo da favorire lo sviluppo della gemma innestata, quando il rametto ha raggiunto i 10-15cm si elimina la tiralinfa.
IMPIANTO
Il miglior periodo per l’impianto delle rose è quello invernale. Si potano i rametti a 10-15 cm dalla gemma e si eliminano le radici danneggiate, possono essere immerse in una soluzione fungicida prima della messa a dimora. Queste vengono disposte in file binate con una densità pari a 6-7 piante per metro quadrato.
ESIGENZE IDRICHE
La rosa ha bisogno di un’umidità costante ed elevata del terreno quasi pari alla capacità di campo.
Le colture di rosa vengono seriamente danneggiate dagli stress idrici per difetto o per eccesso.
Insufficienti condizioni di umidità determinano una crescita meno vigorosa e più lenta, oltre che ad ingiallimenti fogliari, clorosi internervali, caduta delle foglie, radici brunastre e mal ridotte ecc. ecc.
ESIGENZE NUTRITIVE
Questa è una pianta che si adatta bene a diversi tipi di terreno, purché siano ben drenati. Il pH ottimale è compreso tra 6,5 e 7,5.richiede un terreno poco profondo (40-50cm) ricco di sostanze organiche….
PACCIAMATURA
Questa è una pratica molto vantaggiosa, mantiene: la struttura del terreno, costante umidità e temperatura, permette il controllo delle infestanti.
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Esempio



  



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