Pseudolo di Plauto

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Testo

LE COMMEDIE DI PLAUTO:
“PSEUDOLUS”
Classica commedia plautina, lo Pseudolus (il bugiardo) vede come protagonista un omonimo servo.
Un giovane s’ innamora di una cortigiana che il lenone Ballione ha promesso a un soldato in cambio di un compenso. L’astutissimo servo del giovane innamorato riesce a farsi beffa del lenone, del messo del soldato e perfino del suo vecchio padrone (il padre del giovane).
Pelino Guglielmo,
Nitoglia Roberto,
Zucco Mattia,
Serra Paolo,
Claudio Cimarelli
Trama:
Atto I
Il giovane Calidoro legge a Pseudolo, suo schiavo e del padre Simone, una lettera che ha ricevuto dalla sua amante Fenicio: essa lo informa che il lenone Ballione l’ha venduta pe venti mine ad un soldato macedone. Il soldato ha versato un acconto di 15 mine con l’accordo che la ragazza venga consegnata a chi porti al lenone 5 mine restanti ed un contrassegno di garanzia, identico a quello lasciato dall’acquirente con il ritratto del soldato inciso. Pseudolo decide di aiutare Callidoro sebbene non sappia ancora come procurarsi il denaro per comprare Fenicio.
Al bordello si organizza il compleanno di Ballione: il padrone vuole che ogni servo gli porti ingenti regali. Pseudolo e Callidoro ribadiscono la sfida a Ballione riproducendo un dialogo ricco di insulti. A questo punto Pseudolo si ritrova faccia a faccia con Simone e Callifone scommettendo con il padrone sulla riuscita della malefatta.
Atto II
Arpace, messo del soldato macedone, nel frattempo è giunto ad Atene: Pseudolo, vedendolo bussare alla casa del lenone, vede realizzarsi i propri piani. Quindi il servo, fingendosi uno schiavo di fiducia del lenone, riesce a procurarsi il contrassegno. Arpace lo raccomanda di consegnarlo al padrone, e di avvisarlo al momento del ritorno del Ballione. Pseudolo ha bisogno di un altro aiutante,e Carino, amico di Callidoro, conosce la persona giusta: il suo nuovo schiavo Scimmia.
Atto III
Nel frattempo Ballione ritorna a casa dal mercato, dopo aver acquistato un cuoco, che viene maltrattato aspramente come consuetudine.
Atto IV
Scimmia e Pseudolo si mettono d’accordo sul piano. Scimmia, vestito da soldato, riesce ad introdursi dopo un breve dialogo a casa del lenone, dopo avergli consegnato le cinque mine e avendo convinto il Ballione di essere il servo del soldato. Simone mette in guardia il lenone riguardo a Pseudolo, il quale però lo rassicura di aver già venduto Fenicio. In questo momento Arpace si proclama messaggere del soldato: Ballione comprende dopo qualche istante che Pseudolo è riuscito a bugerarlo.
Atto V
Pseudolo va da Simone a riscuotere l’incasso della vittoria scaturita dalla scommessa; Simone, molto titubante, viene invitato dallo schiavo a bere, e Pseudolo gli promette metà della somma guadagnata.
Personaggi principali:
Pseudolo: schiavo di Simone
Callidoro: giovane figlio di Simone, amante di Fenicio
Ballione: ruffiano
Simone: vecchio padre di Callidoro
Callifone: vecchio amico di Simone
Arpace: messo di un soldato
Carino: giovane amico di Callidoro
Aguzzino di Ballione
Sgualdrine di Ballione
Un giovane schiavo di Ballione
Un cuoco
Scimmia: imbroglione
Un altro giovane schiavo di Ballione
Aiutanti del cuoco
Ambientazione:
Ad Atene. Due case, di Simone e di Ballione, con due vie, verso la piazza e verso il porto.
ANALISI DELL’OPERA
1) Individuare il genere della commedia:
Pseudolus è una commedia di carattere.
E’ evidente infatti che il tema principale sia incentrato sul personaggio del servus callidus e sulla rappresentazione dettagliata del suo carattere.
Tra le altre commedie di simile schema generale, cioè con il servo che risolve tutti i problemi posti nel prologo, ricordiamo le Bacchides, la Mostellaria ed il Miles Gloriosus.
L’estrema simpatia e l’esuberante comicità che l’autore rivolge verso il servo ci porta a pensare ad un parallelismo tra Plauto e questo personaggio. In ogni commedia di questo tipo, anche se il servo non è protagonista, l’attenzione è sempre rivolta su di lui, e Plauto gli conferisce una personalità fortemente acuta e sarcastica.
2) Metateatro:
Con il termine metateatro s’intende un’inserzione, all’interno delle opere teatrali, in cui il teatro si mette in scena rappresentando se stesso. Con Plauto esso assume una forma che si allontana leggermente da quella consueta. Infatti nelle commedie del servus callidus esso viene rappresentato mentre escogita e mette in scena i suoi intrighi, similmente all’autore che crea lo spettacolo teatrale. Nella commedia possiamo ritrovare diversi momenti in cui Plauto interrompe più volte l’illusione scenica. Per esempio nel momento in cui non sa procurarsi le 20 mine necessarie a pagare il lenone Ballione, Pseudolus avverte il pubblico di non fidarsi di lui e non fargli credito, tanto è la sua decisione di trovare il denaro di cui c’è bisogno. Successivamente, ancora nella prima metà dell’opera, Pseudolus, rimasto solo nella scena, recita un monologo che da un lato commenta quanto è appena avvenuto, l’apparente ed effimero trionfo di Ballione, e dall’altro prepara l’arrivo in scena di due nuovi personaggi: Simone, padre di Callidoro e vecchio di severi costumi, ed il suo vicino di casa Callifòne, vecchio anche lui ma benevolo nei confronti dei giovani.
Nella commedia il metateatro è presente anche alla fine, al momento del ritrovo della somma di denaro necessaria alla soluzione dei problemi, in cui il servo si paragona espressamente al commediografo, e nelle battute finali quando Pseudolus, trionfante, invita Simone, padre di Callidoro, con cui aveva scommesso sull’esito degli avvenimenti, ad andare a bere assieme, e con lui invita anche tutto il pubblico in cambio di un applauso.
3) Alternanza cantica e deverbia:
Nelle commedie distinguiamo due tipi di metro linguistico: la cantica, elemento nuovo che corrispondeva a parti cantate in versi, e il deverbia, dialoghi oppure monologhi, recitati da attori senza però l'accompagnamento di strumenti musicali, stile che si avvicinava a un linguaggio prosastico, determinando un conseguente effetto sullo stile della commedia.
Nello Pseudolus riscontriamo un’alternanza di questi due metri stilistici, anche se la cantica è presente in quantità leggermente maggiore del deverbia, spesso accompagnata da strumenti come il flauto.
4) Commedie 1500-1700 ispirate ai modelli platini:
Il riferimento più noto alle commedie plautine ci è dato dal commediografo Molière.
Il primo parallelismo tra i due autori si riscontra nell’Avaro di Molière, sviluppato dall’Aulularia. Molti altri sono gli esempi di ripresa delle tematiche plautine nella commedia moderna.
Considerando lo Pseudolus, brillante esempio di metateatro, possiamo affermare che esso è il precursore di personaggi del teatro moderno, quali il Prospero della Tempesta di W. Shakespeare.
Considerando l’uso della parola, concepito come arma di convinzione ed elusione, troviamo parallelismi tra i personaggi plautini e altri personaggi shakespeariani, come ad esempio i due cortigiani Benedick e Beatrice, protagonisti della commedia Much Ado About Nothing.
Lla Trappolaria(1596) di Giambattista Porta si ispira principalmente alla commedia latina Pseudolus, ovviamente con luogo d’azione condotta al tempo dell’autore (Napoli, seconda metà del cinquecento, epoca di dominazione spagnola) e con svariate innovazioni scenico-testuali capaci di diversificarla: per esempio, i gustosi equivoci costruiti grazie a due coppie gemellari – delle quali compare in scena soltanto la metà – sono immissioni originali del Porta, il quale probabilmente per questo dettaglio ha avuto sotto gli occhi i Menaechmi plautini raddoppiandone virtualmente il contenuto gemellare. La portata in scena di fratelli (gemellari o no) è un tema tornante nel teatro di Porta (si ritrova, per esempio, anche nei Due fratelli rivali, commedia che indubbiamente ispirò a Goldoni la composizione dei Due gemelli veneziani).
Un altro commediografo che ha attinto ad esempi plautini è Goldoni, nelle cui opere troviamo parallelismi con Pseudolus, soprattutto nel Bugiardo, nel quale il protagonista Lelio riesce a superare continui ostacoli ed avventure affidandosi al suo estro di bugiardo impenitente e grazie anche al suo servo che lo assiste durante tutto il corso della storia.
5) Attualità di situazioni e personaggi (cinematografia):
Se pensiamo un attimo ai temi principali dello Pseudolus (furbizia, astuzia, uso della parola per raggirare gli ostacoli, menzogne e trucchi) essi ci porterebbero a paragonare la commedia plautina probabilmente a un film d’azione, un poliziesco ad esempio.
Cercando però un paragone più semplice, non si può non andare a parare a Totò, protagonista di moltissimi film in cui, in un contesto estremamente comico, si finge un particolare personaggio o è oggetto di beffe e derisioni (Il Turco Napoletano, Il Medico Dei Pazzi, I soliti Ignoti,Guardie e Ladri, Totò Sceicco).

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